Come acquistare un prodotto sostenibile: 6 caratteristiche da conoscere, tassello per tassello, beneficio per beneficio

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Ma sì, saranno i soliti ecologisti della domenica...Oppure quelli che abbracciano gli alberi1, magari vestendo esclusivamente sandali della Birkenstock; oppure qualche veganchic, magari pure di sinistra...

puzzle02 Fortunatamente, nessuna di tutte queste caricature da avanspettacolo di terzo ordine rappresenta oggi chi fa scelte di consumo sostenibili

Per provare ed acquistare un prodotto a basso impatto ambientale e sociale che continui a funzionare regolarmente il più a lungo, e che si rompa il meno possibile, basta essere una persona consapevole, forse critica, certamente curiosa.In poche parole, una persona interessata a scoprire e capire il processo che culmina con  l'acquisto e l'adozione di un prodotto, in questo caso a basso impatto,  per dirla un pò come Philip Kotler nel suo “Marketing Management”2,.



A noi piace immaginare che questo processo di identificazione, scelta ed adozione di un prodotto ragionevolmente sostenibile sia un pò come comporre un puzzle in 3D, tre come le dimensioni della sua sostenibilità3: una questione di tasselli da far combaciare l'uno con l'altro e che, tutti insieme, ci restituiscono il profilo compiuto di una scelta che ha anche un equo valore economico, dal momemento che è fondata sui chiari vantaggi e gli specifici benefici di un prodotto a basso impatto ambientale e sociale.

Ecco allora che, sulla base della nostra esperienza e di qualche testo, non solo di management, abbiamo provato ad identificare in 6 tasselli le caratteristiche ed i benefici che in linea di massima dobbiamo cercare e trovare per costruire l'identikit un prodotto credibilmente sostenibile. E per, presumibilmente, decidere di acquistarlo.


Tassello #1: i vantaggi di poter contare su etichette ambientali e certificazioni
Tassello #2: un prodotto con prestazioni sopra la media e i suoi vantaggi e benefici
Tassello #3: un packaging a basso impatto, le sue caratteristiche e i suoi benefici
Tassello #4: i benefici di una buona assistenza, manutenzione e garanzia del prodotto
Tassello #5: i benefici individuali e collettivi di riparabilità, ricondizionamento, riciclo, riuso, upcycling & co.
Tassello #6: il prezzo di un prodotto a basso impatto, ovvero il valore equo dei suoi benefici 

 

Tassello #1: i vantaggi di poter contare su etichette ambientali e certificazioni

Global Sustainability Certifications 1080x641 Come di consueto per l'acquisto di un prodotto, anche l'acquisto di un nuovo mobile, di un nuovo telefono, di un vestito, di un computer, di una bici, o di un'auto o anche solo di un buon cibo con un buon tasso di sostenibilità, prende le mosse da un'attiva ricerca di informazioni.

In questo arco di tempo un consumatore critico ed attento dovrebbe innanzitutto cercare di capire se esistono certificazioni credibili in grado di provare che il prodotto e chi lo costruisce sono effettivamente impegnati a rispettare ambiente e società: ma come può farlo, in concreto?

In effetti, si tratta di un passaggio obbligato per capire se ha un sostanziale fondamento di credibilità4 il richiamo che il marketing e la comunicazione aziendale fanno alla sostenibilità del proprio prodotto.

A cominciare dal packaging per finire con il company publishing aziendale (dalle bruchure agli annual report, passando per tutta la comunicazione aziendale, di prodotto e corporate) la presenza di marchi o label ambientali e di qualità sociale è la prima cosa da verificare.
Nello specifico, per fare solo qualche esempio, tanto la presenza fisica di etichette e marchi come EPD (Dichiarazione Ambientale del Prodotto) Ecolabel, FSC, Pefc o Breeam o Fairtrade sui prodotti o sulle confezioni5, quanto il richiamo nel publishing aziendale alle certificazioni6 ISO, come le ISO 9001, ISO 14001 e ISO 18001 etc, o quelle sociali ispirate dallo standard SA80007, quando e se vengono rilasciate da enti terzi controllati8, possono essere alcuni buoni segnali che confermano l'impegno di un produttore sulla strada della sostenibilità. 

Si tratta di un piccolo passo per iniziare la relazione con il possibile cliente o il potenziale utente di un servizio su una base minima di fiducia: ma è ancora poco, ovviamente.

Alla ricerca di informazione, in effetti, chi è interessato ad un prodotto a basso impatto deve compiere anche un secondo passaggio e comprendere un secondo tassello.

Tassello #2: un prodotto con prestazioni sopra la media e i suoi vantaggi e benefici
madeingaiaMade in GaiaUn prodotto superiore alla media è un prodotto più sicuro, più durevole, più affidabile e meno energivoro della media dei prodotti concorrenti.
Così, cliente o utente che sia, un potenziale interessato al prodotto deve cercare, ed essere messo in grado dal produttore, di capire se un prodotto che si candida ad essere a basso impatto ambientale e sociale è anche in grado di rivelare prestazioni oggettivamente superiori.


Quanto alle superiori caratteristiche funzionali e di design di un prodotto tendenzialmente a basso impatto ambientale e sociale, un'idea è cominciare a valutarne le prestazioni cercando dati ed informazioni sulla stampa specializzata9 per poi approfondire con le riviste o gli studi10 pubblicati da associazioni per la tutela dei consumatori, o da enti ed istituti di ricerca non istituzionalmente dalla parte di chi produce e vende11 

Con queste letture potreste già farvi un'idea di quanto il prodotto che state per scegliere sia o non sia
- più sicuro,
- più durevole,
- più affidabile
- e meno energivoro della media
. Dunque, di qualità superiore.


E i benefici di un prodotto di qualità superiore alla media?
Coeteris paribus, con prestazioni oggettivamente di buon livello, i benefici che potremmo ragionevolmente aspettarci sono
una diminuzione del totale dei costi che pagheremo durante la vita del prodotto, perchè faremo meno riparazioni unitamente
a una diminuzione costi e dei tempi di manutenzione ordinaria del prodotto.


D'altro canto, poter contare su un prodotto più sicuro indica che ci sono meno probabilità che ci provochi danni fisici e patrimoniali;
come, del resto, un prodotto meno energivoro della media implica una diminuzione dei costi annuali operativi legati ai consumi di energia del prodotto quando viene utilizzato.

Non male, dunque. Ma ancora non basta. Per fare di un prodotto un prodotto sostenibile occorre mettere insieme altri tasselli. A partire dal packaging.

Tassello #3: un packaging12  a basso impatto, le sue caratteristiche e i suoi benefici
packaging sostenibileFonte: Rosenfeld MediaNaturalmente, ci sono ancora molti altri aspetti e benefici da riconoscere prima di procedere nell'acquisto.

Un terzo tassello del puzzle 3D della sostenibilità che si incastra perfettamente con il precedente riguarda in particolare il packaging del prodotto.

In tutti quei casi in cui il pack o l'imballaggio venga venduto e consegnato con il prodotto (pensiamo all'elettronica di consumo, al cibo, ma anche ai mobili ) ha senso capire comprendere se il prodotto si trovi in un imballo, pack,

- che sia robusto quel tanto che basta a non dover portare il prodotto in negozio perchè si è rotto durante il trasporto
- che non si fatichi troppo a maneggiare e a trasportare
- che offra parti facili da separare e da assegnare alla tipologia di rifiuto più corretta (plastica, alluminio, carta etc).


Di un buon packaging sostenibile, sono in questo caso legati alla
- minore fatica e alla maggiore facilità di trasporto per l'installazione,
- al tempo che risparmieremo nel separare i materiali dell'imballaggio e nella ricerca della sede più vicina cui conferirli.

Oltre che, ovviamente, alla prospettiva di
- non dover rinunciare ad usare subito il prodotto perchè ci è arrivato in pezzi...


Tassello #4 I benefici di una buona assistenza, manutenzione e garanzia del prodotto
Al momento della consegna è buona norma seguire con attenzione le parole di chi vi starà parlando di assistenza, manutenzione e garanzie (ancorchè spesso beatamente ignorata, un obbligo di legge, nonché una regola d'oro del marketing e della comunicazione di prodotto13), 


Una buona assistenza, manutenzione e garanzia..
In effetti, se chi vi sta vendendo il prodotto vi dice che la manutenzione la farete ad intervalli di tempo più ampi rispetto alla media degli altri prodotti concorrenti e vi informa con precisione su chi e come vi aiuterà a risolvere qualsiasi inconveniente dovesse sfortunatamente capitarvi, per poi concludere informandovi che avete diritto a un periodo di garanzia superiore alla media, siamo nella giusta direzione e possiamo dire che il puzzle della sostenibilità del vostro prodotto si è arricchito di un nuovo tassello

..e i suoi benefici
Del resto, una credibile assistenza, garanzie certe e manutenzione programmata portano ulteriori benefici.
Così, alla fine ci si troverà a
- spendere meno in manutenzione e riparazione e a
- perdere meno tempo a ricercare le informazioni ed i dati che ci servono realmente per far funzionare a dovere il prodotto
Senza contare che, grazie a una garanzia più estesa,
- ci costerà sempre meno usare il prodotto per tutti gli anni che lo terremo con noi14

Tassello#5  I benefici individuali e collettivi di riparabilità, ricondizionamento, riciclo, riuso, upcycling & co.

riciclo Come già cantava illo tempore il buon Lucio Battisti “ meglio certo di buttare, riparare” (Da “Sì, viaggiare”, Mogol-Battisti, 1976): dunque, quando sentirete che si sta avvicinando il momento di sostituire il vecchio con un nuovo prodotto, come prima opzione dovreste sempre avere la possibilità di riparare o di riutilizzare quello che già possedete.

Ne consegue che una delle caratteristiche che non dovrebbero mai mancare in un prodotto sostenibile è, non a caso, la sua riparabilità, e, meglio ancora, la facilità con la quale si può riparare.

Inoltre, specie quando si tratta di beni durevoli ricondizionare o aggiornare, è una possibilità in più che dovrebbe offrirvi il prodotto e non si può sottovalutare quando pensate ad un acquisto sostenibile15.

E, se proprio sarà inevitabile disfarsene, se è il prodotto stesso a guidarvi nel come e dove conferirlo16 sarete in grado di capire esattamente a chi e come affidarlo affinchè il vostro prodotto possa essere correttamente smontato e riciclato o smaltito.

I benefici individuali e collettivi della riciclabilità di un prodotto sostenibile sono in quest'ultimo caso il risparmio di denaro, di tempo e di energia che conseguono alla diminuzione dei costi per smontare il prodotto e per ripararlo e, se questo non è possibile, per avviarlo al recupero per poi riciclarlo a costi ambientalmente e socialmente accettabili.

Tassello #6 il prezzo di un prodotto a basso impatto, ovvero il valore equo dei suoi benefici
consumatorecriticoFonte: MadeinGaiaEd eccoci, infine, alla croce e delizia di quanti vogliono, ora, fare scelte sostenibili.

La logica del "prendi il massimo che puoi con il minimo sforzo e al minor prezzo possibile, e tutto il resto non conta" (si tratti di usa e getta, fast fashion, fast food), non vale per i prodotti sostenibili.

Allo stato attuale, nell'economia dei prodotti sostenibili non c'è spazio per un qualche sedicente minor prezzo possibile17.

Anzi, inutile girarci attorno, i prezzi dei prodotti sostenibili sono mediamente più alti della media dei prodotti a basso tasso di sostenibilità ambientali e sociale.

D'altro canto, facciamo solo due esempi tra i mille possibili, costa ridurre le emissioni di CO2 di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, così come costa decidere di non sfruttare i bambini e le donne che lavorano nelle fabbriche tessili del terzo mondo: così, le cause ambientali e sociali spingono certamente al rialzo il prezzo finale di un prodotto sostenibile, ma non si può purtroppo pretendere che l'intera platea dei consumatori sia ben disposta a pagare di più “solo” per questi pur sacrosanti e nobili motivi.

Ma allora, come si può far digerire al consumatore molto attento al proprio portafoglio e un po' meno al "mondo che gira intorno" (parafrasando il refrain di "La musica che gira intorno" di I.Fossati) il surplus di prezzo (una sorta di price premium etico ed ambientale) che dovrà pagare?

Una risposta possibile è quella che è anche nelle corde di noi a MadeinGaia: esplicitando e rendendo credibili le caratteristiche sopra la media dei prodotti a basso impatto e i loro benefici, nei termini del risparmio di denaro, tempo ed energie che sono in grado di fruttare.

Se ci pensiamo, questo accade già ogni giorno ed è alla base del successo di alcuni prodotti e servizi a basso impatto che nel giro di qualche anno sono diventati oggetto di un consumo di massa (quando questi prodotti compaiono sugli scaffali della grande distribuzione organizzata o nei concessionari possiamo essere ragionevolmente convinti che si tratti di produzione su larga scala): le lampadine led, ad esempio, ma anche i veicoli ibridi e a doppia alimentazione o le bici elettriche; e, ancora, la carta riciclata e gli alimenti biologici.

Perchè la variabile prezzo non diventi più la discriminante ed una sorta di barriera all'entrata di nuovi consumatori sul mercato dei prodotti sostenibili occorre però un impegno comune di imprese, stakeholder e consumatori.

Alle prime, consumatori e stakeholder devono chiedere di rendere sempre più trasparenti e credibili gli investimenti in sostenibilità, mentre gli stessi consumatori devono abbandonare l'abitudine al “compra facile” e lo shopping "compulsivo", anche nella spesa di ogni giorno, a favore di un processo di acquisto maggiormente ragionato e ragionevole.

I fatti dimostrano che con un progressivo e sostenibile aumento della domanda si può così arrivare nel tempo a un prezzo maggiormente..sostenibile, ma sempre nei limiti della disponibilità delle risorse ambientali e sociali18
Effettivamente, qualche esempio sotto gli occhi di tutti in effetti non manca: il prezzo delle lampade led da 60 W è sceso del 40% in 5 anni, come potrete leggere presto anche qui su madeingaia, il biologico non costa più il triplo del non biologico, come accadeva solitamente dieci anni fa19.


Nel loro piccolo, per spingere sempre più in questa direzione anche i testi ed il lavoro di supporto e consulenza che potete trovare su e con MadeinGaia sono già della partita.

firmaok

 

 

Un testo scritto e diretto ;) da Paolo Falcone | Editor per MadeinGaia

 

 

Note e fonti

1 https://www.terranuova.it/Il-Mensile/
Le-nostrea-azioni-cambiano-il-mondo-Julia-Butterfly-Hill-a-Firenze
 | al testo

2 Marketing Management è il manuale di marketing probabilmente più usato e citato al mondo.
Un obbligo quantomeno leggerlo (non è un testo di astrofisica, come del resto molte materie di Business Administration), si deve a Philip Kotler, professore universitario e consulente aziendale statunitense | al testo

3 Una convenzione generalmente accettata declina il termine sostenibilità introdotto
nel 1987 dalla Commissione presieduta dalla signora Bruntland secondo tre dimensioni: economica, sociale ed ambientale,
la cd. triple bottom line: 
https://www.economist.com/news/2009/11/17/triple-bottom-line  | al testo

4 Sul cosiddetto greenwashing (diamoci una sverniciata di verde, ma solo quella!) si può ad esempio leggere qualcosa al link https://www.green-mktg.com/ecosostenibilita-negata/  | al testo

5 Si veda ad esempio da Symbola.net  
http://www.symbola.net/html/article/CertificarepercompetereDossier 
https://en.wikipedia.org/wiki/Ecolabel
Sul punto dei vantaggi di una certificazione 
http://www.isprambiente.gov.it/it/certificazioni/ecolabel-ue/quali-sono-i-vantaggi
e http://www.arpa.veneto.it/servizi-ambientali/certificazioni-ambientali/
gli-strumenti-per-la-certificazione/i-vantaggi-della-certificazione
 | al testo

6 http://www.symbola.net/html/article/CertificarepercompetereDossier
 tra quelle più conosciute su come l'impresa gestisce qualità, ambiente e sicurezza,
| al testo

7 http://www.sa8000.info/sa8000cosa/index.htm | al testo

8 Accredia è l'organismo che controlla gli enti certificatori: http://www.accredia.it/
http://www.isprambiente.gov.it/it | al testo

9 Qualche esempio: per la mobilità a basso impatto greencarreports.com;
per l'alimentazione ilfattoalimentare.it, per citarne solo due | al testo

10 Un altro esempio: Consumer Report. Ma ce ne sono in tutto il mondo, come ad esempio il Salvagente, in Italia, e, spaziando su una gamma merceologica molto estesa, per chi mastica un po' d'inglese, Consumer Report, USA, o Stiftung Warentest, test.de, per chi conosce il tedesco. | al testo

11 Greenpeace pubblica annualmente dei Report che hanno sempre un notevole impatto sui produttori; così è stato per la pesca sostenibile del tonno o per la tossicità delle lavorazioni nell'industria tessile. | al testo

12 Intendiamo con packaging il processo che porta alla realizzazione dell'imballo o involucro
che contiene il prodotto. Questo processo, quando è ispirato da criteri di sostenibilità ed ecodesign produce involucri a basso impatto che giocano un ruolo rilevante sulla sostenibilità complessiva del prodotto...sempre illuminanti le pagine di Cradle to Cradle | al testo

13 Sempre da Marketing Management di Philip Kotler | al testo

14 CTO | al testo

15 Pensate alle biciclette o all'elettronica di consumo, ma anche alle automobili, elettriche nello specifico: a 4 annni dalla sua introduzione sul mercato Renault ha proposto ai possessori di Zoe, l'auto elettrica più venduta in Europa, di passare ad una batteria circa 2 volte più capiente e potente di quella originale. Il ricondizionamento/aggiornamento ha raddoppiato l'autonomia della vettura ed allungato il suo ciclo di vita | al testo 

16 Alcuni marchi della GDO italiana spiegano molto in dettaglio di cosa è fatto il packaging e illustrano come separarne correttamente le parti e dove poi conferirle | al testo 

17  Il che implica produttori in concorrenza per beni e servizi difficilmente differenziabili e richiesti in gran quantità: dati i volumi della domanda e dell'offerta di beni a basso impatto il punto non si pone. | al testo 

18 Usiamo non a caso la parola sostenibile riferendola alla doomanda di prodotti sostenibili: una recente analisi di Greenpeace: non si può dimenticare che livelli crescenti di domanda, anche se di prodotti sostenibili, creerebbero comunque scompensi ambientali e sociali come ha di recente sottolineato uno studio di Greenpeace del 2018  http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Greenpeace-dobbiamo-dimezzare-la-produzione-di-carne-e-prodotti-lattiero-caseari-se-vogliamo-salvare-il-clima-la-natura-e-la-nostra-salute/ al testo


 19 https://ilfattoalimentare.it/biologico-italia-aumento-sana.html  al testo

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/index.php/it/madeingaia/autori/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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