pensiero e azione

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favini remake upcycling 01Se avrete la pazienza di leggerlo, e vi ci vogliono solo un paio di minuti, quello che troverete qui di seguito è un brevissimo promemoria di scelte sostenibili che chi produce dovrebbe prendere in considerazione prima di pensare, progettare, produrre e distribuire anche i prodotti più ecologici. E che chi acquista dovrebbe fare durante e dopo il proprio acquisto.

Questo piccolo decalogo le esprime e sintetizza benissimo in una parola a tutto tondo che riassume le migliori pratiche di lavoro, di management  ed uso possibili, quando si tratta di fare ed usare prodotti caparbiamente sostenibili.

Con  il suo sotteso di tecniche per dare nuova vita, valore e, dunque, senso economico a prodotti, materie e materiali che altrimenti finirebbero tra scarti e rifiuti, la parola in questione è "up-cycling", recentemente proclamata parola dell'anno 2019 dai curatori britannici del dizionario Cambridge della lingua inglese.

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Un prodotto è sostenibile nella misura in cui biosfera1 e organizzazioni umane2, nel senso socio-economico del termine, riescono a “caricarselo sulle spalle” senza collassare entro poco tempo.
Una prospettiva che include anche il punto di vista dei costi e dei ricavi, delle entrate e delle uscite: della questione economica, dunque3.

Solo che per essere anche economica la sostenibilità deve prima di tutto garantire contemporaneamente un'equa e rapida retribuzione4 dei fattori produttivi, lavoro in primis. Che deve venire quantomeno di pari passo al valore per gli azionisti.

prodottosostenibile01

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madeingaia tao

Vi ci vogliono solo un paio di minuti.

Se avrete la pazienza di darle un'occhiata, quella che state per scoprire è una manciata di scelte sostenibili che ognuno di noi può fare, subito, anche da oggi, prima di acquistare qualunque tipo di prodotto, anche quelli più ecologici.

Solo un'insignificante annotazione prima di iniziare, però.
Per caso o forse per necessità, queste scelte hanno una caratteristica comune che le rende facilmente riconoscibili: cominciano tutte per "Ri-".

Eppure, per quanto apparentemente simili a quelli di un vecchio saggio Zen, i princìpi del "Ri1-", concedeteci il vezzo, non hanno proprio niente di mistico o metafisico.

Sono solo, e molto più prosaicamente, le semplici azioni che formano la pietra angolare di un corretto comportamento economicamente circolare (oltre che vantaggioso per le nostre tasche e la nostra salute, mentale inclusa).
Che, peraltro, non richiede neppure di entrare in uno stato di meditazione profonda..;)
In tutto il loro splendore, dunque, eccovi le scelte sostenibili secondo il principio Ri

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Ma sì, saranno i soliti ecologisti della domenica...Oppure quelli che abbracciano gli alberi1, magari vestendo esclusivamente sandali della Birkenstock; oppure qualche veganchic, magari pure di sinistra...

puzzle02 Fortunatamente, nessuna di tutte queste caricature da avanspettacolo di terzo ordine rappresenta oggi chi fa scelte di consumo sostenibili

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