Un jolly per la moda sostenibile: Refit di Favini, la carta ecologica di lana, cotone e cellulosa FSC

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refitrange

Rossano Veneto, Vicenza | Italia

L'autunno - inverno 2019/2020 salutano una nuova carta sostenibile ed ecologica che è riuscita a rinnovare il legame antico tra pecora e carta: questa volta, però, senza che agnelli e ovini in genere rischino la pelle1!

La carta di cui parliamo si chiama Refit.

La produce Favini2, che ha trovato il modo di inventare e di inserire tra le fibre di cellulosa di un foglio di carta Refit anche una nuova fibra che salva dalla discarica gli scarti ed i cascami che restano dopo la cardatura, la filatura e la tessitura di lana e cotone; lavorazioni, queste, fatte tutte da aziende italiane3

La carta Refit chiude in bellezza il cerchio della propria sostenibilità4 aggiungendo al 15% di fibra naturale da lana e cotone il 40% di fibra di cellulosa di riciclo post consumo certificata FSC e un restante 45% di fibre di cellulosa vergine, anch'essa certificata FSC.

lanapecora01Fonte: WikipediaPecore al sicuro, dunque. E una sempre più decisa spinta verso l'economia circolare5 attraverso una carta bella e preziosa che, come già le sue sorelle maggiori, Crush del 2010 e Remake del 20156 , si impegna ad essere, oltretutto, ecologica e sostenibile.

Troppo? Entriamo in qualche primo dettaglio e vediamo in sintesi perchè è effettivamente così.

 

 


Una carta con la "mano" giusta,

Fatte salve le prestazioni in termini di robustezza e durabilità della carta, che a questi livelli non possono non esserci, Favini ha lavorato anche all'aspetto "emotivo" della qualità percepibile7 della sua nuova carta.

Il risultato è che vedere e toccare con mano la carta Refit, come del resto già accadeva con la carta Remake del 20158, è un piacere anche per gli occhi e per le dita, dal momento che, come sottolineano in Favini "Refit restituisce l'esperienza distintiva tattile e visiva tipica dei capi di abbigliamento in fibra naturale". refit09
O per dirla come un sarto, la loro "mano", appunto. https://www.favini.com/news/refit-wool-e-cotton-stesso-concept-ma-sensazioni-diverse/

E sempre con riguardo al colpo d'occhio, Refit è in cinque colori: Blue e Black per la linea Refit Wool, e White, Pearl e Grey per le varianti Refit Cotton. Le sue grammature disponibili vanno da 120 a 360 g/m2 e ci sono anche buste coordinate.

 

 

 

Refit per chi e per cosa?

refitpack01Refit è pensata per offrire un packaging sostenibile alla moda sostenibile. Fonte: Favini

Negli intenti di Favini Refit è la soluzione ideale per sviluppare tutte le idee di packaging sostenibile che si stanno via via rivelando indispensabili, non solo per quelle imprese del sistema-moda che hanno deciso di svoltare seriamente verso la sostenibilità9 , ma anche per il resto dell'industria del tessile & abbigliamento, che fino ad oggi fatica molto a comprendere il valore strategico della posta in gioco, che va ben oltre un'incipriata di verde qua e là.

Non solo: la carta Refit va anche benissimo per tutto il company publishing di qualunque azienda che fa sul serio quando si parla di responsabilità ambientale e sociale10

Refit è un prodotto sostenibile ed ecologico che viene da lontano
Il punto da sottolineare è che Refit è stata ottenuta grazie a un impegno in sostenibilità a tutto tondo che ha almeno 25 anni di esperienza alle spalle, se pensiamo che i primi esempi di impiego di fibre complementari alla cellulosa nella carta Favini, risalgono alla Carta Alga, una carta che nella prima metà degli anni '90 utilizzava le alghe raccolte nella laguna di Venezia.

Replicando il modello ampiamente sperimentato prima con Crush e poi con Remake, anche con Refit Favini propone una carta allo stato dell'arte quanto a basso impatto, perchè questa nuova carta è il punto in cui confluiscono tutte le risorse materiali ed immateriali che azienda e lavoratori Favini dedicano ogni giorno ad ecologia e sostenibilità; inclusi, dunque, tutti i processi di produzione e di management.

Shiro Crush Remake RefitFonte: FaviniQuesto significa, tanto per cominciare, che Refit "incorpora" l'energia elettrica pulita ed anche autoprodotta, grazie a due impianti idroelettrici di cui Favini è proprietaria, che alimenta gli stabilimenti italiani di Favini11 certificandola EKOenergy12.

Quanto a consumi d'acqua, anche l'impronta, la water foootprint, di Refit è meno profonda, dal momento che l'utilizzo di questa risorsa, cruciale per la cartiera, è al centro di investimenti continui da almeno un decennio.
Tanto per capirci, si utilizza acqua di pozzo per i processi industriali, si controllano a monte tutte le possibili ricadute ambientali dei residui di lavorazione industriali che richiedono acqua e si trovano tutti i modi possibili per riciclarla13. I risultati di un simile impegno Favini li dichiara espressamente sul proprio sito ufficiale https://www.favini.com/sustainability-channel/consumi-idrici/.

Infine, sul versante delle emissioni di CO2 e di gas serra, è un fatto positivo che nonostante l'aumento dellla produzione, Refit punti decisamente a essere CO2 neutral, in generale limitando ed ottimizzando l'uso del metano per la cogenerazione, e ricorrendo alla compensazione delle proprie emissioni appoggiando progetti localizzati di sviluppo in Paesi in fase di industrializzazione che hanno l'obiettivo di tagliarne quote molto superiori14 di CO2, così da poterle redistribuire a prezzi equi alle imprese che ne fanno richiesta

Quanto alle procedure di lavoro, i suoi processi di management e di produzione sono sottoposti alle regole previste dalle certificazioni ISO sulla qualità (9001), sulla protezione della salute dei suoi lavoratori (18001) e sulla protezione dell'ambiente naturale che potrebbe danneggiare durante la sua produzione (14001). Non solo però: lo schema EMAS, uno dei più rigorosi, è compiutamente seguito.
Ancora, Refit è interamente prodotta in Italia con una catena di fornitura italiana ed è una carta riciclabile e biodegradabile al 100%. 

Quindi per tornare al quesito centrale di questo paragrafo, la risposta è che, sì, la carta Refit è un prodotto più ecologico e sostenibile di altri, perchè allo stato delle cose è un prodotto che offre informazioni trasparenti tali da rendere certamente più credibile il suo profilo di sostenibilità.

Sul tema dell'economia circolare abbiamo spesso assistito in questi anni ad un profluvio di parole:
da Favini e da tutti quei produttori che non lo fanno seguendo una moda del momento, arrivano invece fatti e prodotti solidi, concreti e soprattutto, gia ora disponibili.
Come dimostra bene il caso di Refit, che può davvero essere una carta jolly  per aiutare il tessile ed abbigliamento a concretizzare le proprie promesse di creare una moda sempre più responsabile, ecologica e, in definitiva,sostenibile.

firmaok




Parole e note di Paolo Falcone,
paolofalcone(at)madeingaia.it, Editor

 

Fonti e note

1. Pergamena, la pregiata carta ottenuta dalla pelle degli ovini, vedi anche https://it.wikipedia.org/wiki/Pergamena |torna al testo

2.  Favini è una cartiera storica (opera a Rossano Veneto, Vicenza, dai tempi della Repubblica di Venezia) nonchè uno dei marchi più noti nell'industria cartaria italiana: favini.com | torna al testo

3. Da fonte Favini, ex certificazioni Emas |torna al testo

4. Sul cerchio o il ciclo e la sua potenza simbolica vedi anche Biedermann, 1999, Enciclopedia dei Simboli, Garzanti | torna al testo

5. Utile sul punto http://www.symbola.net/ricerca/100-italian-circular-economy-stories-la-ricerca-enel-symbola/  | torna al testo

6. http://madeingaia.it/index.php/it/prodotti-sostenibili-persone/per-le-persone/comunichiamo/4-carta-remake-di-favini-impressioni-di-economia-circolare | torna al testo

7. Sul concetto di qualità percepibile e percepita, per tutti, in italiano, Galgano, La qualità totale, Sole24Ore |torna al testo

8. Ibidem http://madeingaia.it/index.php/it/prodotti-sostenibili-persone/per-le-persone/comunichiamo/4-carta-remake-di-favini-impressioni-di-economia-circolare  |torna al testo

9. Si veda ad esempio https://www.sustainability-lab.net/it/Default.aspx, un portale database dedicato ai produttori e alle tecniche per una moda sostenibile promosso da Blumine Srl |torna al testo

10. I due specchi della sostenibilità che formano un corpo unico, i cui una non può prescindere dall'altra: in loro presenza ha senso di cominciare a parlare di produttività del capitale e del lavoro, come sottolinea l'ISTAT, rapporto 2019 sullo stato del Pease   |torna al testo

11. Da fonte Favini, esistono un paio di piccole centrali elettriche che sfruttano la ricchezza di corsi d'acqua della zona intorno a Rossano Veneto, che si trova a pochi chilometri dal Brenta e dal massiccio del Grappa. |torna al testo

12. https://www.ekoenergy.org/it/ |torna al testo

13. Fonte Favini: https://www.favini.com/sustainability-channel/consumi-idrici/ |torna al testo

14. Favini opera sulle quote di compensazione dei GHG in due modi: o investe in progetti di sviluppo per la riforestazione in Madagascar https://www.favini.com/sustainability-channel/progetti-ambientali/  o, come nel caso di Remake e poi Refit, in centrali eoliche (in Turchia in questo caso) https://www.favini.com/sustainability-channel/emissioni-di-co2/  |torna al testo

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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