Piatti, bicchieri e posate Ecozema in bioplastica e compostabili: prodotto sostenibile = impresa sostenibile

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ecozema

Schio, Vicenza | Italia

Dalla lavorazione delle bioplastiche monouso ci viene un esempio di cosa possiamo in concreto aspettarci da un prodotto per considerarlo sostenibile2.
Anche in questo caso, il punto è fermo: un prodotto sostenibile nasce da una combinazione di scelte sostenibili che unisce materia, forma, design e processi certificati di produzione e di gestione3 per renderlo ambientalmente compatibile, socialmente accettabile ed economicamente competitivo
4.

Sono osservazioni che calzano particolarmente bene sulle caratteristiche di Ecozema, la gamma di prodotti in bioplastica monouso per il cibo prodotta da FPS Fabbrica Pinze Schio

Negli ultimi quindici anni, organizzata nella sede operativa di Santorso a nord di Vicenza, con i piatti, bicchieri e bicchieri monouso biodegradabili e compostabili Ecozema, FPS Fabbrica Pinze Schio ha anticipato i tempi, calandosi interamente nelle dinamiche sociali, economiche ed ambientali della sostenibilità5.

Di fatto, proprietà, direzione e collaboratori di quest'azienda italiana sono diventati pionieri nelle innovazioni sostenibili, portando il cambiamento tanto nella forma dell'impresa quanto nei prodotti6. Che, oltretutto, rappresentano, come vedremo, un buon esempio di quella che potremmo pensare come l'esperienza razionale, emotiva e sensoriale della sostenibilità e della circolarità di un prodotto.

Materiali, processi produttivi, certificazioni, design, certamente: ma se la sostenibilità illumina molti aspetti della gestione d'impresa in FPS, sono i prodotti della serie Ecozema a raccontare compiutamente il senso ed il peso di questa scelta.

La linea Ecozema: il circolo virtuoso di bicchieri, piatti e stoviglie sostenibili

ecozema01Fonte: EcozemaCon Ecozema FPS crea posate, bicchieri, vassoi e relativo packaging che alla fine del loro ciclo di vita non saranno mai un rifiuto da incenerire o da rovesciare in una discarica.

Al contrario, una volta smaltiti in impianti di compostaggio industriali assieme ad altri rifiuti organici, questi prodotti diventeranno una risorsa capace di creare nuove risorse e, di conseguenza, nuovo valore7 : prendendo per buono già solo questo primo dato potremmo saltare subito alle conclusioni e parlare di Ecozema come di una gamma di prodotti a basso impatto tout court8.

Vale però la pena di scavare più a fondo in questa storia; e mettersi direttamente sulle tracce che raccontano come FPS attraverso Ecozema ha dato forma al suo concept di prodotto sostenibile.

Sulla prima traccia: materie prime e packaging

Così, se cominciamo dalle scelte fatte da FPS circa la materia prima da usare per Ecozema, ecco apparire una prima importantissima traccia.

Concepita nel 2005, la gamma di prodotti Ecozema è arrivata sul mercato dopo 5 anni di sperimentazioni10: è una gamma di stoviglie monouso che, a differenza di quelle in plastica derivata dal petrolio, sono compostabili e biodegradabili, dal momento che sono realizzate con biopolimeri di orgine vegetale o con fibre vegetali. E che, per questo motivo, possono dirsi realizzate con materia che è sicuramente rinnovabile.

I biopolimeri della bioplastica sono senza dubbio il biglietto da visita più importante ed in un certo senso la vera carta d'identità sostenibile dei prodotti di FPS: sono un fiore all'occhiello della chimica verde made in Italy11, ed è stata FPS una delle prime imprese a credere nella bontà anche economica della loro scelta per andare oltre la plastica monouso e getta.

ecozema04Fonte: EcozemaCosì dalle piante, in particolare dall'amido di mais e del girasole, la sintesi biochimica permette oggi di ottenere posate, ed il relativo packaging, piatti, bicchieri e sacchetti in Mater-Bi®, una famiglia di biopolimeri completamente biodegradabili e compostabili secondo lo spirito della norma europea EN1343212.

Dall'amido di mais si ottiene anche Ingeo™ (P.L.A.), un'altra famiglia di biopolimeri da cui l'azienda di Schio ricava per termoformatura bicchieri colorati e vaschette: sono oggetti ovviamente biodegradabili e compostabili che ricordano i classici prodotti “usa e getta” in polistirolo e che sono adatti solo a bevande e cibi freddi13.

Il prodotto funziona. Ma oltre ai meriti ambientali, nella gamma Ecozema qual'è il vantaggio che centra in pieno i bisogni e le aspettative dei clienti? 

La risposta è che il cliente non deve più separare i rifiuti organici del cibo dai propri contenitori, piatti, ciotole, bicchieri e posate. In altri termini, la raccolta differenziata non è necessaria, dal momento che tutto finisce nella frazione umida ed organica dei rifiuti, per essere poi avviato a impianti di compostaggio industriale. 

Se svolte su larga scala (nell'ordine di centinaia di pasti) la raccolta differenziata e la separazione tra cibo e stoviglie sono molto onerose dal punto di vista economico. Pubbliche Amministrazioni e ristorazione professionale sono stati dunque i primi a accorgersi del beneficio.  Il succcesso del monouso compostabile è partito proprio da loro, perchè un prodotto Ecozema, anche se costa un po' di più, permette di risparmiare i tempi ed costi aggiuntivi delle attività di separazione del cibo dai piatti.

Ma anche quando la materia prima da lavorare è la fibra vegetale non sintetizzata, il tocco della sostenibilità non manca mai.

Per i prodotti Ecozema, come già per Favini, che da 5 anni ormai ha sul mercato Carta Crush, una linea di carte che incorpora i residui delle lavorazioni dell'industria agro-alimentare, e per Stone Italiana con le sue lastre di quarzo composite14, anche gli scarti di lavorazione di altre industrie diventano materia prima da lavorare. 

ecozema03Fonte: EcozemaResidui di canna da zucchero, bamboo e paglia, tutte piante a ricrescita veloce, sono usati per ottenere fibra e polpa di cellulosa: questo materiale permette di produrre piatti e contenitori con coperchio che possono anche essere messi in forno, tradizionale o a microonde, e che sono completamente biodegradabili e compostabili secondo norma EN13432.

Una combinazione tra Mater-Bi® e cartoncino certificato FSC realizzato con fibre provenienti da foreste gestite responsabilmente (fsc.org) viene invece utilizzata per bicchieri e coppette per gelato perchè il lato interno, a contatto con gli alimenti, ha un coating in Mater-Bi® capace di resistere ai liquidi e idoneo al contatto con gli alimenti fino a una temperatura massima di 95°C.

Sul fronte della sostenibilità ambientale, FPS ha fornito anche qualche cifra sull'impatto del proprio prodotto in termini di CO2 emessa. 
La dichiarazione si può leggere in “Atlante dell'eco-innovazione”, un testo a cura di Sala e Castellani edito per Franco Angeli nel 2011: “Uno studio LCA (Life Cycle Assessment) dei nostri prodotti ha determinato che lo smaltimento in compostaggio permette una minor emissione di CO2 pari 25 kg ogni 100 di rifiuto trattato in compostaggio rispetto ad altri sistemi.”

E infine, ma solo per comodità di esposizione, un cenno ai materiali che si usano per il packaging di Ecozema.

Mater-Bi® e cartoncino sono i componenti più utilizzati, e le scatole per l’imballaggio ed il trasporto dei prodotti sui pallet sono in cartone certificato FSC.

Una caratteristica del packaging Ecozema è che, oltre essere ambientalmente neutrale, è corredato da informazioni a chiare lettere su quali sono i materiali utilizzati e dove vanno conferiti.

Nonostante questo, anche se è biodegradabile e smaltibile in compostaggio, la filosofia di ecodesign che FPS si è data per il futuro è di ridurre comunque la quantità di materiale che usa per il packaging e per le confezioni, anche per agevolare le operazioni del consorzio Bio-repack cui ha contribuito a dare vita lo scorso anno nell'ambito del Conai15 

La linea Design Food

C'è una linea della gamma Ecozema sulla quale l'azienda ha deciso di giocare anche la carta della percezione fisica ed emozionale della sostenibilità16.

Si chiama Design Food, ed è una linea che è stata pensata, come dicono in azienda, per dare “una forma accattivante a ciotole, coppette e vassoi, a piatti piani e fondi di diverse misure e diametri”. 

Si tratta di prodotti molto resistenti, che sopportano alte temperature fino a un massimo di 100° C e possono essere introdotti anche in forni tradizionali e a microonde.

Piatti, bicchieri e posate Design Food danno al tatto un esperienza diversa da quella della tradizionale plastica ed per di più si presentano all'occhio con un colore naturale.

Questo perchè, per dare un'ulteriore evidenza sensoriale della sostenibilità, in FPS hanno scelto di non procedere a sbiancare la polpa di cellulosa che contribuisce a creare i prodotti Design Food, dal momento che il processo, per quanto oggi totalmente libero da clorine, è pur sempre un processo che utilizza altre sostanze chimiche. 

Seguire questa scelta implicherebbe consumare non solo altra acqua ma attivare un ulteriore processo di depurazione delle acque di lavaggio a base chimica, in evidente contrasto con l'idea di produrre utilizzando solo la chimica strettamente indispensabile e spercando meno possibile risorse naturali.

Ancora tracce: le certificazioni controllate del prodotto Ecozema e dei processi di management FPS

ecozema05Fonte: Lovato, economiacircolare.comUn prodotto sostenibile non può che essere il punto d'arrivo di processi produttivi e di management sostenibili17.

Questa osservazione, una traccia ricorrente nelle risposte delle persone che abbiamo intervistato sul tema dei prodotti sostenibili, trova puntualmente conferma anche nel caso di FPS.

In effetti, una scelta sostenibile che impatta il prodotto è inevitabilmente frutto anche della sostenibilità del processo nel suo complesso.

Dunque, certificazioni controllabili e verificabili tanto sui prodotti, quanto sui processi18.

La gamma Ecozema evidenzia certificati di compostabilità e dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), oltre alle ovvie e indispensabili dichiarazioni di conformità al contatto con gli alimenti. Una curiosità su tutte: le posate Ecozema sono state le prime al mondo ad ottenere la certificazione OK-Compost19.

Per di più, grazie alla collaborazione con Acea Energia la gamma Ecozema incorpora anche una certa quantità di energia da fonte rinnovabile e certificata con i titoli Garanzia d’Origine20.

Sul lato dei processi, invece, quelli di management includono la certificazione SA8000/2008 per la compilazione del bilancio sociale stilato in accordo alle linee guida GRI21, un passo indispensabile sulla strada della responsabilità sociale d’impresa e un tassello importante per la sua sostenibilità sociale.

A questa certificazione si affiancano la certificazione ISO9001 per il sistema di gestione della qualità e quella ISO14001/2004per il sistema di gestione ambientale.

Più di recente, nel novembre 2018, i produttori di oggetti in bioplastiche, tra cui FPS per i prodotti ecozema hanno fatto nascere Biorepack22  il primo consorzio in Europa per il riciclo degli imballaggi in bioplastica, che dopo essere stati raccolti nell'umido, come rifiuto umido, possono diventare, se opportunamete trattati da industrie del settore agricolo ed energetico, compost o bio-combustibile

Il viaggio, non la meta: il valore aggiunto dei prodotti sostenibili 

La storia di FPS ci restituisce traccia per traccia il percorso che unisce prodotti sostenibili a tutti i processi che coinvolgono lavoro, ambiente, società e...bilanci aziendali.

Per ovvi motivi, i conti alla fine del periodo d'investimento devono tornare e l'unica possibilità per farlo è, non solo fare bene il proprio prodotto, ma comunicare al meglio tutto il suo valore. 

Dunque, l'aspetto della capacità di creare valore in più e soprattutto di riuscire a comunicarlo in modo convincente è un punto cruciale23 per la diffusione redditizia dei prodotti sostenibili.

Si spiega così che la commercializzazione di prodotti sostenibili richiede alle imprese uno sforzo di investimento supplementare.

Per dare conto del loro valore aggiunto, i nuovi prodotti sostenibili a basso impatto, siano carta, pannelli isolanti, scarpe, bici e-bike, luci a led, motori elettrici o serre ed essiccatori ad energia solare, devono infatti essere “raccontati” con tutti i mezzi a disposizione e, attraverso tutte le esperienze, anche sensoriali ed emotive, possibili.

E così che si finisce per diventare i fornitori ufficiali di piatti, posate e bicchieri per le Olimpiadi di Londra del 2012 e si diventa leader di settore24. O che si vincono importanti riconoscimenti a livello mondiale.

Ed è così che la reputazione inizia a migliorare i conti per riuscire ad autofinanziare gli investimenti. Ma ci vogliono costanza, passione ed umiltà.

La storia di Ecozema ci racconta anche questo, a dimostrazione che l'investimento in sostenibilità non è mai una barzelletta da greenwashers cita. 

Come in ogni impresa che sa stare sul mercato responsabilmente, innovare realmente su tutte e tre le dimensioni della sostenibilità è un lavoro duro. E costoso. Anche se, alla fine, ripaga25  

E che ci riporta al senso ultimo del fare impresa, come direbbe Schumpeter: avere il coraggio di rischiare sul prodotto, senza contare troppo su finanza creativa e controlli di gestione “'a la carte”.

Sempre più roba da imprese e lavoro seri, la sostenibilità.

firmaok

 

 

Un testo scritto e diretto ;) da Paolo Falcone | Editor, MadeinGaia


Le note e le fonti

  1. Sulle dimensioni in valore e fisiche del settore delle bioplastiche monouso https://www.distribuzionemoderna.info/mercati/disposable-tra-luci-e-ombre#accept |torna al testo
  1. Alcuni spunti per una definizione di prodotto sostenibile, in italiano, possono iniziare da questo contributo http://www.rinnovabili.it/storico/cos’e-un-prodotto-sostenibile/.
    Già, perchè, oggi, quasi trent'anni dopo la commissione Bruntland, né il mondo accademico né chi pratica fabbriche ed uffici hanno un'opinione comune sul punto. Sul web in inglese, alla voce “sustainable product” molte offerte di consulenza, pochi riferimenti condivisi invece su Google Scholar.
    Per quanto riguarda madeingaia, più che a una definizione accademica abbiamo preferito presentare una sorta di mappa per riconoscerli http://madeingaia.it/index.php/italia/madeingaia/pensiero-e-azione/49-prodotti-sostenibili-una-questione-di-sostenibile-leggerezza-e-di-misura |torna al testo
  1. Uno schema generale |torna al testo
  1. In questo senso si veda anche il pregevole contributo di Sala e Castellani, “Atlante dell'eco-innovazione”, 2011, Franco Angeli. |torna al testo
  1. Per dirla con le parole di FPS, in un'intervista a Tekneco di qualche anno fa,
    “…..La scelta del basso impatto ha investito l’azienda cambiandone non solo l’immagine ma anche processi e prodotti, rinnovandola fin nelle fondamenta».

L'intervista è su http://www.tekneco.it/ambiente/le-bioplastiche-che-cambieranno-leconomia/
Su Fps ed Ecozema, ancora https://barbaraganz.blog.ilsole24ore.com/2018/04/17/carta-riciclata-scarti-come-materie-prime-mercatini-e-la-lana-alternativa-ecco-i-campioni-delleconomia-circolare-a-nordest/ e http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/economia/piccole-eccellenze-che-fanno-grande-il-nostro-territorio-1.440186  |torna al testo

  1. Oggetto anche di tesi di Laurea per l'università Cà Foscari di Venezia http://dspace.unive.it/handle/10579/2546?show=full : una traiettoria che va dalle mollette per il distretto vicentino dell'industria conciaria, a quelle per il bucato, passando per altri prodotti destinati alla casa.

Vedi anche: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Economia/591540_piccole_eccellenze_che_fanno_grande_il_nostro_territorio/ |torna al testo

  1. L'aspetto della capacità di creare valore in più e soprattutto di riuscire a comunicarlo in modo convincente è un punto cruciale per la diffusione dei prodotti sostenibili.

In tal senso concordano tutte le persone finora intervistate. Si spiega così che i prodotti sostenibili richiedono uno sforzo supplementare perchè devono essere “raccontati” con tutti i mezzi a disposizione e, attraverso tutte le esperienze anche sensoriali ed emotive possibili. Su altri esempi di come raccontare la sostenibilità di prodotti e imprese vedi oltre nelle successive note al testo. |torna al testo

  1. Nella brochure di fonte aziendale http://ecozema.com/wp-content/uploads/2012/06/catalogo_Ecozema-2014-web.pdf si può leggere che: “attraverso il riciclaggio organico in compostaggio, i prodotti Ecozema® potranno infatti tornare a nuova vita. Il compost ottenuto fertilizzerà il terreno su cui poi nasceranno altre piante dalle quali si otterranno nuovamente materie prime. Un ciclo virtuoso, dalla natura alla natura, che nel suo completarsi comporta meno impiego di risorse non rinnovabili, meno energia e meno CO2.”  |torna al testo
  1. madeingaia sul concetto di prodotto sostenibile http://madeingaia.it/index.php/italia/madeingaia/pensiero-e-azione/49-prodotti-sostenibili-una-questione-di-sostenibile-leggerezza-e-di-misura  |torna al testo
  1. Un processo di innovazione radicale, come quello che ha portato le bio-plastiche a diventare prodotto, non poteva non richiedere sperimentazione continua try-search.
    In particolare, come racconta la R&D di FPS in un'intervista a madeincongress.it https://www.youtube.com/watch?v=R1Yk9TZWOt4, mentre della tradizionale plastica si conosceva praticamente tutto quanto a materiale, il grosso del tempo nel lavoro di ricerca e sviluppo condotto assieme ai fornitori della bioplastica è stato dedicato a imparare come reagiva il nuovo materiale ai processi di trasformazione industriale.
    Anche in Lovato, http://www.economiacircolare.com/ecozema-quando-linnovazione-fa-bene-a-tutti/#prettyPhoto  |torna al testo
  1. Per tutti: http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2018/06/25/news/bioplastica_made_in_italy-4008051/ e  http://freebook.edizioniambiente.it/libro/77/Bioplastics_a_case_study_of_Bioeconomy_in_Italy

e anche http://www.tekneco.it/ambiente/le-bioplastiche-che-cambieranno-leconomia/ |torna al testo

  1. Sviluppato e prodotto da Novamont (novamont.com), il Mater-Bi® (materbi.com) è di colore lattiginoso e può resistere fino a una temperatura massima di 80°C.). Mater-Bi® è un materiale organico derivante principalmente dal mais che arriva in fabbrica sotto forma di farina. 
    I prodotti fatti di Mater-Bi® sono sostenibili in quanto anche la filiera dal mais è controllata e garantita da Novamont.

http://www.ogigia.com/2012/06/18/le-forchette-cologiche-ecozema/  |torna al testo

  1. Ingeo™ È prodotto da NatureWorks (www.natureworksllc.com) Il polimero amorfo è perfettamente trasparente e resiste fino a una temperatura massima di 45°C.  |torna al testo
  1. Per il caso di Favini, vedi i testi dedicati di madeingaia: http://madeingaia.it/index.php/italia/prodotti-sostenibili/per-le-persone/comunichiamo/4-carta-remake-di-favini-impressioni-di-economia-circolare  |torna al testo
  1. Una scelta apertamente in sintonia con la filosofia delle 5R che FPS ha deciso di seguire per diventare nei prossimi anni una “plastic free” company. Recycle, con Respect, Reduce, Re-think e Re-design è appunto una dei valori che costituiscono questa filosofia http://ecozema.com/filosofia/ |torna al testo
  1. La percezione fisica ed emotiva della sostenibilità di un prodotto è un concetto chiave per la diffusione dei prodotti sostenibili oltre un mercato di nicchia. FPS ne è consapevole dove dichiara che
    “Per ridurne ulteriormente l’impatto ambientale, abbiamo introdotto la versione non sbiancata di alcuni modelli, che si presentano con un colore naturale che ben comunica la sostenibilità del tipo di prodotto che sta utilizzando”.  https://ecozema.com/categoria_prodotto/design-food-piatti-compostabili-biodegradabili/
    Esempi sul punto in madeingaia.it, nelle storie di Celenit, http://madeingaia.it/index.php/italia/prodotti-per-l-industria/39-edilizia/73-celenit-pannelli-isolanti-a-basso-impatto-per-l-edilizia-sostenibile  |torna al testo
  1. Osservazioni empiriche durante colloqui e scambi di idee con il management di diverse aziende svolti

in questi anni vedono una relazione diretta tra scelte di come gestire un'impresa in modo sostenibile e prodotti sostenibili. 
Questo approccio è l'unico a non poter essere sospettato di greenwashing.
Non a caso, proviene da lavoro ed imprese che spendono ed investono molto sui processi di gestione e che affidano ai prodotti, logico, la scommessa di rientrare presto dalle spese: vedi Favini, Celenit, per citare alcune.  | torna al testo

  1. Sul punto della verifica della bontà dei risultati delle certificazioni, un'impresa realmente impegnata si gioca una bella fetta della propria reputazione in sostenibilità. In casi documentati anche da effettogaia, la verifica “peer reviews” della certificazioni rappresenta un buon indicatore di affidabilità, si veda ad esempio il caso del Colorificio San Marco e di Celenit in http://www.effettogaia.it/index.php/storie-di-lavoro-e-imprese/casi-e-racconti/racconti-ad-alta-sostenibilita/140-colorificio-san-marco-e-celenit-la-glasnost-della-sostenibilita

Il punto di vista di FPS è che “i consumatori che si trovano in mano un prodotto biodegradabile non hanno in mano alcuna prova che lo sia o non lo sia. Solo le certificazioni di enti terzi ed indipendenti lo possono garantire. Ci sono laboratori, terzi ed indipendenti, che replicano i test che abbiamo fatto noi”.  | torna al testo

  1. La lista delle certificazioni di prodotto Ecozema è lunga: 

OK-COMPOST: certificato di compostabilità per alcuni prodotti della linea Ecozema, emesso da AIB-Vincotte in ottemperanza alla norma EN13432.

DIN-Certco: certificato di compostabilità per alcuni prodotti della linea Ecozema, emesso da DIN Certco in ottemperanza alla norma EN13432

C.I.C.: certificato di compostabilità per alcuni prodotti della linea Ecozema, emesso dal Consorzio Italiano Compostatori in ottemperanza alla norma EN13432

Etichetta Assoscai: etichetta ambientale di prodotto per le posate Ecozema, emessa da Assoscai, Associazione per lo sviluppo della competitività ambientale d’impresa

Contatto Alimenti: dalla produzione alla distribuzione, i prodotti destinati al contatto alimenti devono essere sempre accompagnati dalle dichiarazioni di conformità (ex Reg. CE 1935/2004). La dichiarazione di conformità testimonia l’idoneità del prodotto ad entrare in contatto con alimenti, oltre ad eventuali indicazioni d’uso e limitazioni. Tutti i prodotti della linea Ecozema sono regolarmente accompagnati delle necessarie dichiarazioni, divise per famiglie omogenee di appartenenza.  | torna al testo

20 .Anche questo è un elemento che ricorre spesso nelle imprese dove si fa sul serio quando si parla di sostenibilità: i casi citabili sono, ad esempio, quelli di Sgambaro e, ancora, di Favini: per Sgambaro si può vedere http://madeingaia.it/index.php/italia/prodotti-per-l-industria/28-alimentare/70-una-strada-per-la-sostenibilita-pasta-e-pastificio-sgambaro Per Favini, invece; http://www.favini.com/ambiente/processo-di-produzione/  | torna al testo

  1. Un buon riferimento bibliografico è: Stefano Farnè “Qualità sostenibile”, 2012, Franco Angeli

SA8000/2008: Social Accountability è uno standard internazionale stilato dal SAI nato per garantire il rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro dei lavoratori delle aziende e delle filiera di fornitura delle stesse. I temi analizzati sono il rispetto dei diritti umani, il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori e le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. | torna al testo

  1. Sulla nascita e lo scopo del consorzio Bio-repack vedi  http://www.ecodallecitta.it/notizie/390429/biorepack-nasce-in-italia-il-primo-consorzio-in-europa-per-il-riciclo-degli-imballaggi-in-bioplastica/  | torna al testo

  2. Nell'autunno 2018 una ricerca IPSOS presentata al salone della CSR a Milano  http://www.affaritaliani.it/economia/salone-csr-sostenibilita-fa-rima-con-qualita-563405.html ha puntualizzato ancora una volta che le imprese devo investire in credibilità, quindi ok certificazioni terze parti ok testimonial terze parti autorevoli ed in trasparenza: bilanci di sostenibilità etc, attraverso tutta la comunicazione aziendale | torna al testo

  3. Una serie di altri link:

    http://sociale.corriere.it/impatto-zero-il-premio-delle-pratiche-green/

http://www.tekneco.it/ambiente/bioplastiche-un-piatto-che-vale-un-olimpiade/

http://www.repubblica.it/next/eccellenze-in-digitale/2014/02/20/news/minimo_impatto-79130944/

http://www.vicenzareport.it/2014/04/impresa-sostenibilita-ambientale-convegno-schio-sulle-professioni-verdi/

http://demotech.cpv.org/progetti/,51  
Gearchia della gestione dei rifiuti (da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Waste_hierarchy.svg  | torna al testo

25. Non certo per chiacchieroni, quanto improbabili, imprenditori e finanziatori seriali. Quella sì, roba da medioevo. Altro che web 2.0. | torna al testo

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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