mi prendo cura

pannispugnasvedesiCerto, di panni che assorbono ed asciugano ne esistono anche altri che possono essere eliminati nell'umido:
questi panni svedesi originali, però, si possono riutilizzare molte più volte di un tradizionale panno spugna Wettex o VILEDA perchè si possono anche lavare e disifettare a mano, in lavatrice o in lavastoviglie.

Per esperienza diretta un panno lavato spesso ed accuratamente in media ogni 3/4 giorni dura tre mesi e quando perde la sua capacità di assorbimento e dà segni di sfibratura o sfilacciamento, la sua fibra di cellulosa, ricavata da foreste europee gestite secondo  lo standard internazionale FSC può essere conferita tranquillamente nell'umido.

Se volete saperne di più, segnaliamo che ne ha parlato in dettaglio qualche tempo addietro, Tatiana Maselli su GreenMe, che firma l'articolo "Strofinacci svedesi: i panni resistenti e compostabili alternativi a carta assorbente e microfibra": lo trovate suhttps://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/panni-svedesi/

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infousomaskIl Ministero della Salute italiano, dopo aver pubblicato il 30 marzo 2020 un articolo sul suo sito istituzionale che chiarisce quali mascherine possano essere considerate presidio medico chirugico e quali no, offre adesso anche un'infografica ed istruzioni dettaglaite che spiegano bene come indossare, usare, togliere e smaltire le mascherine http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4722
Eccone uno stralcio:

"Alcune risposte alle più comuni domande sul corretto utilizzo e le funzioni delle mascherine:

  1. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche?
    Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione.

    Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2.

  2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità?
    Esse devono garantire una adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort.

  3. La mascherina è obbligatoria anche per i bambini?
    Dai sei anni in su anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso.

  4. È possibile lavare le mascherine di comunità?
    È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.

  5. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria?
    Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici.

  6. Come smaltire le mascherine?
    • Se  è stata  utilizzata una mascherina monouso, smaltirla  con i rifiuti indifferenziati;  
    •  se è stata  indossata  una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio."

 

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maskok03Ottime iniziative: non possono essere che definite così le riconversioni di parte del loro ciclo produttivo che diverse imprese tessili italiane stanno effettuando in pieno tsunami Coronavirus per rendere disponbili dispositivi di protezione individuali aka mascherine made in Italy. http://www.legacoop.coop/quotidiano/2020/03/26/12-cooperative-insieme-per-produrre-mascherine-lavabili-100-volte/

Eppure, anche se siamo animati dalle migliori intenzioni e vorremmo acquistarle ecologiche e sostenbili (dal momento che quelle per uso medico sono monouso e di plastica e dunque pronte a creare un potenziale nuovo ulteriore problema  ambientale, se non vengono opportunamente smaltite)  noi cittadini dobbiamo avere ben chiaro che le mascherine non sono tutte uguali.

Così, il Ministero della Salute italiano il 30 marzo 2020 ha pubblicato un articolo sul suo sito istituzionale che chiarisce quali mascherine possano essere considerate presidio medico chirugico e quali no: il pezzo si intitola "Mascherine, le norme tecniche per la produzione" http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4361

Nel testo il Min Salute traccia una distinzione fondamentale tra mascherine che sono dispositivi medico-chirurgici certificati e testati (DPI, DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE) e altre tipologie di mascherine che non lo sono affatto.

Le mascherine adatte ad un uso in ospedale e in centri di assistenza socio-sanitaria sono di due tipi

1. Mascherine chirugiche che servono ad "evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc)." come recita testualmente l'articolo.

Il loro standard di sicurezza deve essere a norma UNI, UNI EN 14683:2019 ed UNI EN ISO 10993-1:2010, il che vuol dire che queste mascherine devono resistere a schizzi di liquidi, essere traspiranti, filtrare efficacemente i batteri e restare pulite rispetto ai microbi.

2. Mascherine FFP2 e FFP3 che devono "proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate UNI EN 149:2009" come specifica l'articolo del Ministero della Salute

Qualsiasi altra mascherina che non rispetti i requisiti di legge e non sia prodotta a norma UNI, non è, dunque, un dispositivo adatto ad un uso in ambiente medico.
Su questo punto l'articolo del Mistero è chiarissimo: "Ogni altra mascherina reperibile in commercio, diversa da quelle sopra elencate, non è un dispositivo medico né un dispositivo di protezione individuale; può essere prodotta ai sensi dell'art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che deve comunque garantire la sicurezza del prodotto (a titolo meramente esemplificativo: che i materiali utilizzati non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.).

Per queste mascherine non è prevista alcuna valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’INAIL."

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=9829

 

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alberiacquasuoloDa solo un albero non farà una foresta, ma messi insieme gli alberi, e più in generale il verde, producono almeno 5 inestimabili benefici per l'economia e la società: 
a) preservano la continuità delle specie animali e vegetali,
b) migliorano qualità e quantità dell’acqua,
c) aumentano la stabilità e le sostanze nutritive naturali del suolo,
d) stoccano e sequestrano molto più carbonio,
e) migliorano i servizi turistico-ricreativi.

A dirlo non il solito ecologista della domenica, ma la certificazione FSC per i Servizi Ecosistemici che di recente, come ci segnala Greenreport.it , è stata assegnata, primi in Europa, ad oltre 1000 ettari di boschi italiani tra Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto.

Come diceva Galileo, la natura parla attraverso i numeri e nel caso specifico boschi e foreste di pino silvestre, abete rosso, larice, quercia, faggio, frassino e nocciolo "conservano oggi con successo 220.229 tonnellate di CO2, pari alle emissioni medie annue di 110.114 automobili, a cui si aggiungono 1.747 tonnellate stoccate grazie agli interventi di riforestazione. I metri cubi di acqua, prima filtrata e poi trattenuta in falda dagli alberi con impatti positivi sulla sua disponibilità e potabilità, sono ogni anno 1.256.700 m3, come quella contenuta da 502 piscine olimpioniche. Complessivamente, ammontano a 7,5 le tonnellate di suolo la cui erosione viene evitata e 458 gli ettari di area naturale accessibile per lo svago ed il tempo libero", come sottolinea greenreport.it. in http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/i-benefici-delle-foreste-certificati-per-la-prima-volta-al-mondo-in-italia/

Convinti ancora che "sono solo piante"?

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vartaperleapi“Se le api scomparissero dalla faccia della Terra, 
all’uomo rimarrebbero solo 4 anni di vita. Niente più api, niente più 
impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più uomini”
– Albert Einstein


L’importanza di essere un’ape” è un progetto sostenuto da Earth Day Italia e Buono, https://www.ilmielebuono.it/, che attraverso giochi ed osservazioni al microscopio spiegano a bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie il ruolo chiave delle api nel preservare ambiente e biodiversità. 

Le due associazioni sono sostenute ufficalmente da parte dei ricavi che Varta otterrà dalle vendite delle batterie ricaricabili Recharge Accu Recycled e del carica batterie Duo Charger Varta. Le batterie ricaricabili fanno risparmiare su acqua, elettricità e imballaggi, e dal momento che durano fino a 5 anni, fanno produrre meno batterie usa e getta, con ulteriore riduzione dei costi di produzione e di trasporto e, dunque, dell'inquinamento.

Ci sono più dettagli su https://www.varta-consumer.it/it-it/save-the-bees e su  http://energia-plus.it/le-pile-ricaricabili-di-varta-dalla-parte-delle-api_89145/

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ecokakebo01Prendi un tradizionale libretto mastro dei conti di famiglia in stile giapponese, il Kakebo, e fai in modo che, oltre a quelle in denaro, il quaderno riesca tenere in ordine anche le entrate e le uscite di tempo, energie, risorse naturali e rifiuti che una famiglia affronta ogni giorno. 

Così la casa editrice Altreconomia ha pensato di proporre per il 2019
L'Eco Kakebo, un quaderno dei conti di casa capace di dispensare quotidianamente idee e consigli su come scegliere sostenibilimente in tema di cibo, abbigliamento, mobilità, casa, energia, cura di sè e salute. ecokakebo02

Senza bisogno di batterie ed energia elettrica, L'Eco Kakebo, funziona bene riflettendoci e scrivendoci sopra ogni giorno con un semplice penna, meglio ancora se a stantuffo, o con una matita, preferibilmente di legno FSC.., magari dopo aver letto di qualche nuovo prodotto sostenibile proprio su MadeinGaia:).

Per approfondire
https://altreconomia.it/prodotto/kakebo/
https://www.impresamia.com/libro-leco-kakebo-il-quaderno-dei-conti-di-casa-pubblicato-da-altreconomia-un-libro-mastro-dove-inserire-guadagni-e-spese-o-dove-annotare-risparmi-conseguiti-e-uno-str/
http://www.kakebo.info/#

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Beach strewn with plastic debris 8080500982Fonte: WikipediaLa musica per l'economia del monouso fatta di piatti, bicchieri, posate, cannucce, imballaggi, bottiglie e sacchetti usa e getta di plastica potrebbe presto cambiare. Lo vuole la Commissione Europea, che a maggio ha indicato che la legislazione attuale su monouso deve cambiare per far posto a prodotti che siano sostenibili, quindi fatti di tutto fuorchè in plastica e la cui degradabilità non si misuri sull'arco dei decenni, quando va bene. 
Su questo tema 
Elisa Murgese sulle pagine della Nuova Ecologia firma "Quella sporca decina" un testo illuminante sulla campagna Usa e getta? No grazie, promossa da Legambiente per indurre i cittadini a ridurre il consumo di questi tipi di prodotti insostenibili ed ad altissimo impatto ambientale. Da leggere.

https://www.lanuovaecologia.it/quella-sporca-decina/

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elettrodomesticimortiDa Money.it, a cura di Simone Micocci un vademecum molto utile che aiuta a capire come è possibile smaltire correttamente e legalmente i propri elettrodomestici ormai giunti al capolinea. l'articolo si intitola "Dove buttare gli elettrodomestici: guida per il corretto smaltimento" e lo trovate su https://www.money.it/come-smaltire-elettrodomestici.

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