Ti conosco, mascherina! Le mascherine chirurgiche, le mascherine ffp e ...le altre

maskok03Ottime iniziative: non possono essere che definite così le riconversioni di parte del loro ciclo produttivo che diverse imprese tessili italiane stanno effettuando in pieno tsunami Coronavirus per rendere disponbili dispositivi di protezione individuali aka mascherine made in Italy. http://www.legacoop.coop/quotidiano/2020/03/26/12-cooperative-insieme-per-produrre-mascherine-lavabili-100-volte/

Eppure, anche se siamo animati dalle migliori intenzioni e vorremmo acquistarle ecologiche e sostenbili (dal momento che quelle per uso medico sono monouso e di plastica e dunque pronte a creare un potenziale nuovo ulteriore problema  ambientale, se non vengono opportunamente smaltite)  noi cittadini dobbiamo avere ben chiaro che le mascherine non sono tutte uguali.

Così, il Ministero della Salute italiano il 30 marzo 2020 ha pubblicato un articolo sul suo sito istituzionale che chiarisce quali mascherine possano essere considerate presidio medico chirugico e quali no: il pezzo si intitola "Mascherine, le norme tecniche per la produzione" http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4361

Nel testo il Min Salute traccia una distinzione fondamentale tra mascherine che sono dispositivi medico-chirurgici certificati e testati (DPI, DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE) e altre tipologie di mascherine che non lo sono affatto.

Le mascherine adatte ad un uso in ospedale e in centri di assistenza socio-sanitaria sono di due tipi

1. Mascherine chirugiche che servono ad "evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc)." come recita testualmente l'articolo.

Il loro standard di sicurezza deve essere a norma UNI, UNI EN 14683:2019 ed UNI EN ISO 10993-1:2010, il che vuol dire che queste mascherine devono resistere a schizzi di liquidi, essere traspiranti, filtrare efficacemente i batteri e restare pulite rispetto ai microbi.

2. Mascherine FFP2 e FFP3 che devono "proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate UNI EN 149:2009" come specifica l'articolo del Ministero della Salute

Qualsiasi altra mascherina che non rispetti i requisiti di legge e non sia prodotta a norma UNI, non è, dunque, un dispositivo adatto ad un uso in ambiente medico.
Su questo punto l'articolo del Mistero è chiarissimo: "Ogni altra mascherina reperibile in commercio, diversa da quelle sopra elencate, non è un dispositivo medico né un dispositivo di protezione individuale; può essere prodotta ai sensi dell'art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che deve comunque garantire la sicurezza del prodotto (a titolo meramente esemplificativo: che i materiali utilizzati non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.).

Per queste mascherine non è prevista alcuna valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’INAIL."

https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=9829

 

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Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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