mi prendo cura

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ricondizionati09Italia, 2021

Quando si tratta di informarsi sulle ultimissime dal mondo degli smartphone e di altri oggetti "tecnologici", fino a qualche tempo addietro un'occhiata alle video recensioni di Andrea Galeazzi, tra i blogger più cliccati sul web italian,  era d'uopo.

Per una volta, quindi, nel lontano 2019, un testo sulle pagine di MadeinGaia ha tratto ispirazione da un suo reportage1 che ha avuto il merito di portarci fisicamente in un'azienda italiana, la Trendevice2, e di mostrarcela al lavoro nelle successive fasi di un processo di ricondizionamento tecnico di smarthpone usati Apple e Android, di gamma medio-alta, che nuovi costerebbero dai 600 euro in su.

Sono considerazioni che valgono anche oggi, 2021, crisi economica in corso permettendo.

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Una volta pronti per essere rivenduti on-line su Trendevice.com, oltre ed alle consuete garanzie di legge e al vantaggio di costare il 30% meno3 di un telefono premium, come giustamente sottolinea Galeazzi,gli smartphone ricondizionati (seriamente!) esibiscono però anche una personale nuova dignità sostenibile, dal momento che pesano sull'ambiente meno di un telefono nuovo.

ricondizionati02In effetti, è superfluo ricordare che, alla faccia dell'obsolescenza tecnica e di stile, il ricondizionamento fatto con le opportune accortezze e garanzie4 allunga la vita utile e diluisce nel tempo l'impronta ecologica5 di telefoni di gamma media o alta che anche se ha già qualche anno alle spalle, sono comunque fatti meglio e con materiali migliori di molti telefoni nuovi da 200/300 euro; inoltre, un ricondizionato non contribuisce ad estrarre nuove quantità di minerali in zone di guerra a condizioni socialmente inaccettabili, allontana il pericolo della discarica, e a ultimo spezza il cerchio dell'acquistare compulsivo indotto da certo marketing, che fa di tutto per far sentire fuori moda un consumatore poco attento spesso solo dopo un paio di anni di possesso di un telefono premium.

Se poi ci mettiamo che lo smartphone ricondizionato premium è prodotto da aziende che, seppur faticosamente, in questi ultimi anni stanno lavorando per rendere i propri nuovi prodotti meno insostenibili, quantomeno ambientalmente6 , bè allora, il tasso di sostenibilità di un ricondizionato fa un ulteriore piccolo passo in avanti. 

Certo, i numeri del mercato dei telefoni di marca ricondizionati non sono troppo alti7 , ancora e purtroppo, ma una via alternativa all'incalzare del telefono usa e getta, comunque la indicano.

ricondizionati01E, dunque, prima di imbarcarsi nell'acquisto di un telefono nuovo, meglio verificare sul web se non valga la pena di provare a portarsi a casa un buon telefono ricondizionato seriamente, perchè, mai come in questo caso, un buon prezzo per un buon telefono garantito, si può rivelare un buon affare anche per Gaia.

 

firmaok

 

 

Un testo scritto e diretto ;) da Paolo Falcone | Editor per MadeinGaia, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Note e fonti

1. Un reportage realizzato nel maggio 2019, https://andreagaleazzi.com/iphone-ricondizionati-laboratori/ | torna al testo

2. La Trendevice è un'azienda che si è specializzata nel ricondizionamento di smartphone usati e che è considerata una delle più affidabili e credibili, come ha sottolineato di recente anche il Sole 24Ore,  https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-02-13/smartphone-ricondizionati-arriva-offerta-ufficiale-apple-guida-acquisto-092228.shtml?uuid=ABgoMcTB  | torna al testo

3. Non a caso, Apple ha fiutato l'affare per prima almeno dieci anni fa...https://www.apple.com/it/shop/refurbished| torna al testo

4. Una serie di consigli utili per non incappare in qualche guaio con smartphone ricondizionati:  https://www.tecnoandroid.it/2018/11/02/smartphone-ricondizionati-acquisto-425025, in italiano, o in inglese https://www.technobugg.com/a-complete-guide-to-buy-refurbished-smartphones/ ma soprattutto https://www.consumerreports.org/electronics/should-you-buy-refurbished-electronics/ | torna al testo

5. Sul concetto di ecological footprint : https://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica | torna al testo

6. Uno su tutti il Report del 2017 di Greenpeace, https://www.greenpeace.org/usa/reports/greener-electronics-2017/ | torna al testo

7. The global market for refurbished smartphones grew 13% y/y in 2017, reaching close to 140 million units
https://www.counterpointresearch.com/surprising-growth-used-smartphones/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newslettermar13 | torna al testo

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baume33Al quarzo, ma anche automatici: dal quadrante al cinturino e passando per le lancette, gli orologi Baume si possono configurare secondo preferite combinazioni di forme, particolari meccanici e colori. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole, si potrebbe dire. 
Eppure, qualcosa che distingue questi orologi dal resto dei concorrenti c'è: è la ricerca proclamata ed esibita del minor impatto ambientale e sociale possibile1.

Come la marca di orologi che ne è la parente più prossima, la Baume & Mercier2, gli orologi Baume sono disegnati e progettati in Svizzera, ma, in coerenza con lo spirito sostenibile del prodotto nel suo insieme, per contenere almeno in parte le emissioni di CO2 e lo stress continuo sui diritti del lavoro di chi lavora nelle fabbriche del Far East, i Baume li assemblano in Olanda, invece che in Asia3.

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maeko01

Italia, inverno 2020 /20201

Ci volevano un virus ed una mascherina perchè l'idea di proteggere gli altri per proteggere se stessi scardinasse 40 anni di assiomi liberisti in un sol colpo.  

Sì, perchè durante, ma più ancora dopo questa crisi di sistema non ci dovrà più essere spazio per slogan del tipo "me first, prima io"..

In effetti, in questa pandemia dove ormai non trionfa più l'esaltante narrazione dello spirito individualista figlio di quel fantomatico '"animal spirit" che tanto è sempre piaciuto ai "liberisti" di ogni dove, di ogni colore e di ogni epoca, parole (che sembravano ormai più che altro favolette per sognatori pure un poco rincitrulliti) come sanità pubblica, comportamento collettivo, gioco di squadra, azione coordinata hanno inopinatamente ripreso fiato e sostanza.
Del noi sull'io, della salute di tutti sulla salute di pochi, se ne riparlerà di sicuro a bocce ferme, aka, alla fine dell'infezione. 

E anche se ormai il vaccino/ i vaccini sono già in uso e saranno somministrati nel 2021, non dobbiamo mai dimenticare che se vogliamo che quest'azione coordinata abbia un effetto decisivo sul contenimento e la fine della diffusione del virus, occorre non solo rispettare rigorosamente le norme sull'igiene individuale e sul distanziamento sociale, ma anche utilizzare altri strumenti a sostegno di queste inevitabili regole di comportamento.

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junkerapp03Far bene a casa la raccolta differenziata dei rifiuti è uno dei capisaldi di una vita sperabilmente a basso impatto; d'altro canto, gli smartphone sono ormai onnipresenti in quasi tutte le attività che facciamo ogni giorno.
Perchè allora non mettere lo smartphone a disposizione della sostenibilità ambientale e sociale attraverso un corretto approccio al riciclo?

Devono aver pensato anche a questo gli sviluppatori ed informatici emiliani e romagnoli1 che qualche anno addietro hanno lanciato Junker, si legge "Gianker"2, una app che potete installare sui vostri telefoni Android od Apple e che non vi lascia più scuse se avete deciso di buttare nel secco la lampadina a basso consumo di dieci anni fa perchè non sapevate dove buttarla (falsissimo!).

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Verona, primavera 2020

quidmask03Solo un mese e ci sono riuscite:  Quid e la rete di cooperative ed imprese sociali italiane, che nelle scorse settimane hanno già portato sul mercato mascherine igieniche in cotone riutilizzabili, producono già da qualche mese anche Co-ver, una mascherina facciale in cotone, solidale e riutilizzabile, realizzata da filiera Made-in-Italy ma soprattutto già CERTIFICATA dall'Istituto Superiore di Sanità1

 Su madeingaia.it, leggi anche:

Proteggere te per proteggere me! Mascherine igieniche solidali,
ri-utilizzabili e sostenibili
made in Italy

Tra il 16 marzo ed il 16 aprile 2020, infatti, un team di Quid ha cercato e trovato fornitori e laboratori per testare il prototipo della propria mascherina facciale, lo ha sottoposto alle Autorità Sanitarie ed, infine, le ha convinte2


Come ce l'hanno fatta? Esibendo le prove documentali che la cooperativa sociale veronese non solo è in grado di tracciare tutte le fasi di produzione, dall'approvigionamento del tessuto già trattato e fornito da un’azienda di Como, alla fabbricazione delle mascherine in Italia, ma che Quid è pure in grado di rispettare tutti gli standard di produzione UNI/ISO richiesti dall'Istituto Superiore di Sanità3

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