Junker (si pronuncia "Gianker"), la app per fare la raccolta differenziata senza sbagliare mai

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junkerapp03Far bene a casa la raccolta differenziata dei rifiuti è uno dei capisaldi di una vita sperabilmente a basso impatto; d'altro canto, gli smartphone sono ormai onnipresenti in quasi tutte le attività che facciamo ogni giorno.
Perchè allora non mettere lo smartphone a disposizione della sostenibilità ambientale e sociale attraverso un corretto approccio al riciclo?

Devono aver pensato anche a questo gli sviluppatori ed informatici emiliani e romagnoli1 che qualche anno addietro hanno lanciato Junker, si legge "Gianker"2, una app che potete installare sui vostri telefoni Android od Apple e che non vi lascia più scuse se avete deciso di buttare nel secco la lampadina a basso consumo di dieci anni fa perchè non sapevate dove buttarla (falsissimo!).

Junker è un'app dedicata non solo alle persone che vogliono fare una corretta raccolta differenziata...

Con Junker potete infatti fotografare il codice a barre3 del prodotto o della confezione che non vi servono più, oppure potete cercarne la tipologia tra quelle segnalate nell'app stessa e, voilà, sarete informati sul tipo di rifiuto che vi trovate davanti e su cosa fare per avviarlo correttamente al riciclo. 

Ma se ancora non basta, Junker è pure capace di riconoscere i simboli dei vari materiali di cui è fatta una confezione. E se in oltre un milione di referenze che hanno già catalogato manca il prodotto o la confezione che vi interessa, potete fotografarli, inviare la foto agli sviluppatori e ottenere quanto prima la risposta su come e dove riciclarli.

Infine, attraverso una mappa interattiva è molto probabile che Junker possa persino guidarvi al punto di raccolta dei rifiuti più vicino a voi. In effetti, i centri per il riciclo di rifiuti solidi urbani più prossimi alla vostra abitazione sono chiaramente mappati e taggati con etichette che specificano i tipi di rifiuti che possono essere lì conferiti.

junker01Sono state sufficienti solo alcune prove personali, con contenitori di alimenti presi a caso dalla cucina, per convincerci. Un buon risultato, tanto più che il comune di Venezia non aderisce al progetto Junker e quindi non aiuta attivamente e in veste istituzionale ad alimentare la base di dati che fa funzionare l'app Junker.

Un peccato perchè sono molte le amministrazioni comunali che in giro per l'Italia promuovono l'uso di Junker nelle quotidiane pratiche di raccolta domestica dei rifiuti, dal momento che quest'applicazione si rivolge ad una platea che comprende anche le aziende che curano la raccolta dei rifiuti per conto dei Comuni e i Comuni stessi.

Junker è dedicata anche alle aziende ed ai Comuni!

Infatti, esistono una serie di servizi a pagamento che ampliano ed approfondiscono l'utilità dell'app anche ad ambiti professionali.

Agli indirizzi https://www.junkerapp.it/comuni/ per i Comuni e https://www.junkerapp.it/aziende/ per le Aziende che fanno la raccolta dei rifiuti, Giunko Srl, l' azienda che ha inventato Junker, propone un'idea dei servizi che copre un abbonamento all'applicazione4

Si tratta di servizi complementari a quelli previsti nell'app dedicata ai cittadini, che in chiave di marketing del prodotto e del processo possono rendere più significativo l'impatto dell'avvio della raccolta, possono informare degli orari in cui conferire i rifiuti, se la raccolta si fa a domicilio, etc.junkerpack01

Viene quasi da pensare che Junker sia un app che aiuti anche a per sentirsi un pò meno insopportabilmente insostenibili. Non è molto, ma è comunque già qualcosa. Specie di questi tempi, in Italia.

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Un testo scritto e diretto ;) da Paolo Falcone | Editor per MadeinGaia

 

Note e fonti 

1. Giunko srl è la società informatica che sviluppa Junker, che, tra le altre cose, ha sede in Emilia Romagna, è specializzata in creazione di database e in gestione di metadati http://www.giunko.it/ e http://www.economiacircolare.com/junker-lapp-che-fa-la-differenziata/

2. Crediamo di capire che il nome dell'app è un curioso costrutto che fa riferimento alla parola inglese "junk", rifiuto, ma che in inglese non vuol dire niente se non "automobile in cattive condizioni", restando all'ambito del quasi-rifiuto...

3. Perchè proprio il codice a barre? Nell'inserto TuttoGreen della Stampa di Torino ce lo racconta Alessandro Gassmann "c’è un elemento che identifica inequivocabilmente un articolo: il codice a barre. Un prodotto è il suo contenuto, ma anche il suo contenitore; e quindi con il codice a barre di un prodotto e, sapendo come un’amministrazione lo classifica, si può sapere con precisione dove gettarlo" da https://www.lastampa.it/2019/05/03/scienza/i-ragazzi-di-junkerapp-veri-greenheroes-4QDvBvzy3FXzmu7kryD62O/pagina.html

4. Con un pò di curiosità e di senso civico, queste informazioni sono reperibili in rete. Ma averle a portata di mano servite su un piatto d'argento sul proprio smartphone è tutta un'altra storia.. https://www.slideshare.net/gnoma9/junker-per-i-cittadini

5. https://www.slideshare.net/gnoma9/junker-app-fa-girare-leconomia-circolare

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/index.php/it/madeingaia/autori/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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