In tutta Italia, dal Veneto: le scarpe bio ed equo..logiche di “Ragioniamo con i piedi”

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ragioniamoproduzione

Este, Padova | Italia

Non esiste spazio della nostra vita economica e sociale che non possa essere ripensato in chiave sostenibile.

Il caso della calzatura a basso impatto1 ne è un buon esempio, anche se non sempre è facile apprezzarne in pieno il contenuto di sostenibilità.

“Ragioniamo con i piedi”2 è una azienda veneta che commissiona a calzaturifici rigorosamente italiani, dislocati tra Verona e Mantova3, scarpe con un buon tasso di sostenibilità ambientale e sociale; ne segue la progettazione e la produzione e, infine, le vende secondo una logica ispirata dalle regole del Commercio Equo e Solidale e del consumo critico4.

Per aiutare a scoprire le ragioni sostenibili di questo modo di fare impresa, anche le scarpe proposte da “Ragioniamo con i piedi” si possono leggere, e capire meglio, attraverso una griglia di caratteristiche che vanno dall'affidabilità alla riparabilità, fino alla peculiare logica del prezzo di vendita e ad altri segnali di sostenibilità “intrinseca”.

Qualità e durata della scarpa

Una scarpa è, quasi, per sempre: tutto dipende dalla sua qualità, dalla sua salubrità e dalla sua durata

 

Come e dove acquistare le scarpe di Ragioniamo con i piedi

arkeOltre che acquistarle online sul sito di Ragioniamo con i piedi, queste scarpe a basso impatto sociale ed ambientale si possono trovare e provare fisicamente anche sugli scaffali dello Spaccio aziendale di Ragioniamo con i piedi ed in giro per Fiere e Mercati locali, un pò in tutt'Italia.
Senza contare anche la possibilità di poterle acquistare da alcuni Rivenditori Autorizzati


Avendo come punto di partenza il prodotto, “Ragioniamo con i piedi” presenta le sue scarpe sotto il profilo della elevata qualità, della salubrità e della conseguente durata.


ragioniamoproduzione02Qualità dei materiali
Prima di tutto la pelle, la principale materia prima impiegata per la fodera interna della scarpa che va a diretto contatto con i piedi, viene conciata senza ricorrere alla chimica del cromo5, bensì reintroducendo nella lavorazione sistemi tradizionali di concia a base di tannini vegetali ricavati dalle cortecce di mimosa, castagno e quercia6

La concia al vegetale è certo più lunga e laboriosa, dunque più costosa, ed incide sul costo finale della scarpa, ma, d'altra parte, produce una pelle anallergica, quindi, in definitiva, contribuisce ad ottenere una scarpa di qualità superiore.

E la salubrità della scarpa, che è pensata per evitare dermatiti da contatto da cromo e metalli pesanti, sensibilità chimica multipla ecc. dipende proprio da questa attenzione alla lavorazione originaria della pelle.

Le tomaie e le fodere a basso impatto delle scarpe di Ragioniamo con i piedi non possono che essere completate con suole all'altezza, che sono in para7 completamente riciclabili, oppure in materiali frutto di lavorazione industriale8, ma pur sempre con un occhio particolarmente attento all'ambiente.

Qualità della lavorazione
Se poi aggiungiamo la lavorazione per piccoli lotti, eseguita in fabbriche italiane da personale italiano ed estremamente esperto, il risultato non possono essere che scarpe di notevole qualità, praticamente semi-artigianale. Non a caso Mark-up, lo scorso anno rimarcava una tendenza evidente delle imprese italiane a ricollocare parte della produzione in Italia.9.


mocassino charme 1Durata, cura e manutenzione
Durata

E dalla elevata qualità discende ovviamente la maggiore durata e affidabilità delle scarpe
La buona resistenza delle scarpe alla pioggia e all’usura nel tempo, la loro durata dunque, si traduce in una vita di quattro o cinque anni10, merito del doppio strato di pelle, fodera e tomaia e della lavorazione semi-artigianale per piccoli lotti.

Riparabilità e cura della scarpa a basso impatto

Come per ogni prodotto durevole a basso impatto11, la riparabilità (e la risuolabilità nel caso specifico) sono caratteristiche imprescindibili di una scarpa a basso impatto12.

Queste due caratteristiche intrinseche della scarpa fanno corpo unico con una particolare attenzione alla cura del prodotto.

Così, la logica del risparmio di risorse attraverso una filosofia apertamente contraria all'usa e getta trova spazio nei consigli per la cura della scarpa che vengono dispensati attraverso il canale YouTube dedicato, https://www.youtube.com/user/ragioniamoconipiedi, e tramite il sito ufficiale della società13

Prezzo

Affare fatto: prezzo e acquisto della scarpa a basso impatto

Il racconto della cura delle scarpe attraverso il contatto interpersonale diretto, nel negozio e nello stand di una fiera, unito a quello su YouTube e sul sito ufficiale, è anche una leva importante per spiegare il perchè del prezzo delle scarpe.
 

La logica secondo la quale si forma il prezzo della scarpa14è infatti una caratteristica distintiva di tutto il progetto economico di “Ragioniamo con i piedi”.

“Ragioniamo con i piedi” in maniera molto chiara, spiega che il prezzo della scarpa retribuisce all'acquirente una buona parte del valore aggiunto creato da un sistema alternativo di fare economia in cui si privilegiano i rapporti diretti con i produttori e si saltano i convenzionali canali della distribuzione di massa.

Nella produzione per la distribuzione di massa i costi di intermediazione, pubblicità e marchio si prendono fino all'85% del prezzo di vendita di una scarpa, mentre il costo per fare la scarpa ne assorbe solo il restante 15%.

Questa percentuale può essere mantenuta solo a prezzo di risparmiare sulla qualità e sul costo lavoro e dei materiali.
Diversamente il prezzo di vendita della scarpa sarebbe fuori mercato, come dicono gli esperti di marketing. O meglio, senza tanti giri di parole, aggiungiamo noi, non sarebbero abbastanza profittevoli. Ed ecco perchè i capitali coraggiosi le producono dove la manodopera si può sfruttare e sottopagare, quando va bene. Sistematicamente.

Nel caso di “Ragioniamo con i piedi”, invece, il prezzo di vendita è realmente proporzionato al valore effettivo della scarpa, tanto che almeno il 50% del prezzo si riferisce a lavorazione, materiali e manodopera. Questi sono tutti elementi che si traducono in qualità percepibile del prodotto, nonché, come dicevamo poco sopra, in comfort, durata e salubrità della calzatura. E che sanciscono la differenza abissale con il modo convenzionale di produrre scarpe per la distribuzione di massa

In effetti, una puntata della trasmissione Report di qualche anno fa15, ha evidenziato la qualità delle materie prime e della lavorazione delle scarpe prodotte nei calzaturifici lombardi e veneti: il confronto con produzioni di massa presumibilmente realizzate fuori dal nostro paese, a parità di prezzo finale di vendita, è stato impietoso.

Non a caso, dunque, le scarpe sono vendute direttamente agli acquirenti che visitano lo spaccio dell'azienda a Este, vicino a Padova, oppure negli stand delle fiere di settore in cui è presente “Ragioniamo con i piedi”: oppure, via internet attraverso uno shop on line.

E, in definitiva, il prezzo della scarpa remunera non solo la produzione ma alimenta un modo intelligente di aumentare il potere di acquisto e di redistribuzione del reddito che non si affida allo specchietto per le allodole degli sconti e dell'usa e getta.

La sostenibilità sociale, che c'è ma non si vede 

Ma come si possono sostenere simili affermazioni attorno alla affidabilità e al prezzo di una scarpa? Perchè queste scarpe possono resistere alla prova del tempo e dell'uso meglio di altre?

“Ragioniamo con i piedi” trova che per rendere maggiormente credibili le sue affermazioni il modo migliorre è rendere trasparente il cosa succede prima del momento in cui si diventa i consapevoli acquirenti di una scarpa a basso impatto.

Sfrutta quindi il suo canale YouTube dedicato, i suoi social media e un blog16 attraverso il proprio sito ufficiale anche per informare ed alimentare un consumo il più possibile critico e consapevole.

Meno materiali e meno chilometri = meno energia

Così, quanto alla scelta dei materiali e del consumo di energia per produrre e vendere le scarpe, c'è innanzitutto la decisione di concentrarsi su pochi materiali naturali a basso impatto ambientale, meno nocivi e riciclabili.

Lino, cotone biologico, microfibra in PET in plastica riciclata che si ricava dalle bottiglie, ma anche tessuti tecnici in microfibra privo di Teflon in alcune parti della fodera per alcuni modelli di scarpe sportive ed escursionistiche17.

Quanto alla quantità di energia e di emissioni di gas serra usate per produrre le scarpe, un merito per il loro contenimento sta nella cortissima filiera di produzione.

Non si deve infatti dimenticare che le calzature di “Ragioniamo con i piedi” non devono fare viaggi transoceanici per arrivare ai nostri piedi: le distanze che legano gli attori della filiera locale di produzione italiana si contano su qualche centinaia di chilometri, non sulle migliaia.

mocauo mocassini uomo in pelle 1Lavoro tutelato e zero intermediari

Esiste poi il punto della dimensione sociale della sostenbilità.
Qui la scelta è chiara: un prodotto di qualità non può che derivare da un lavoro tutelato. Quindi le f
initure artigianali, non possono che essere create da manodopera a contratto indeterminato nel rispetto del contratto nazionale di lavoro.
A questo occorre aggiungere che la rete di calzaturifici coinvolta nella produzione ha maggiori margini di trattativa rispetto ai contratti, in quanto l'interlocutore è unico e non esiste le pressione che esercitano normalmente tutti gli intermediari che in genere popolano il canale distributivo tradizionale. Il che vuol dire che esistono sempre margini per reinvestire in ricerca e qualità.

Impressioni finali

Le scarpe a basso impatto di “Ragioniamo con i piedi” rappresentano una già accessibile ed interessante scelta sostenibile.
Un lavoro pionieristico che dimostra di avere un mercato in grado di sostenerlo, mentre sullo sfondo di un industria dell'abbigliamento refrattaria a lanciare prodotti in via di sostenibilità qualcosa si muove.

E mentre già si delineano i contorni di un crescente interesse verso calzature più sostenibili
18, noi speriamo di potervi presto portare delle impressioni ancora più dirette sulle scarpe di “Ragioniamo con i piedi”

Testo scritto e diretto;) da Paolo Falcone | Editor, per MadeinGaia

Note e fonti

1https://it.wikipedia.org/wiki/Moda_ecosolidale e per altri versi (eticalfashion.it)

2http://www.ragioniamoconipiedi.it e http://www.ragioniamoconipiedi.it/chi-siamo/

3Citiamo direttamente dal sito di Ragioniamo con i piedi: “Ad oggi, le manifatture che collaborano con noi sono: Astorflex (MN), Gronell (VR), Stil Tre (VR), Gaibana (VR), Vassanelli (VR). Le linee speciali prodotte appositamente per noi e rispondenti ai criteri severi esplicitati sopra riportano sempre anche il nostro marchio, accanto a quello della manifattura produttrice (che non vogliamo oscurare).”

4Guida al consumo critico. Tutto quello che serve sapere per una spesa giusta e responsabile http://www.emi.it/guida-al-consumismo-critico un testo da leggere per saperne di più.

5Vedi da Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Concia#Concia_al_cromo

6 Ancora. https://it.wikipedia.org/wiki/Concia#Concia_al_vegetale e dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale http://www.pellealvegetale.it/pelle-al-vegetale/

7http://www.ragioniamoconipiedi.it/content/40-le-suole
e sulla gomma para, in particolare.

8Materiali prodotti industrialmente come alternative alla para esistono: Ragioniamo con i piedi, ad esempio usa suole anche in Microporosa Biolabel di FinProject. Questa suola è fabbricata su una base di 'amido di mais e può essere compostata. Si decompone in tre anni, contro i decenni di fibre sintetiche.

9Per quanto colpita dalla delocalizzazione selvaggia degli ultimi vent'anni, il settore delle calzature, un perno del made in Italy dal dopoguerra agli anni 80, regge ancora e cerca anche di toranre a produrre in Italia. Si veda anche http://www.mark-up.it/shoe-report-2015-la-risposta-del-settore-alla-crisi/

10 Dati da fonte interna Ragioniamo con i piedi

11 Si vedano ad esempio: Lanzavecchia, Il fare ecologico, Edizioni Ambiente, freebook

12 I pezzi di ricambio per le scarpe ci sono, il sito di Ragioniamo con i piedi gli dedica un'intera sezione: http://www.ragioniamoconipiedi.it/it/16-accessori

13http://www.ragioniamoconipiedi.it/it/content/category/11-la-cure-delle-scarpe

14 Sulla formazione del prezzo di vendita, come già avviene per il Commercio Equo, non ci devono essere equivoci: http://www.ragioniamoconipiedi.it/it/content/16-il-prezzo-etichetta-trasparente

15 http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-0cceff19-55a5-45d8-85c8-814f839359f2.html

16 http://www.ragioniamoconipiedi.it/it/blog

17Ancora da fonte aziendale: http://www.ragioniamoconipiedi.it/content/34-i-materiali

18 Vedi ad esempio il corso di Aku: http://www.aku.it/azienda/agire-responsabile.html o il programma http://www.aku.it/storie/aku-plus_the-zero-impact-project.html e http://www.zeroimpactleather.com/
 

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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