Parola dell'anno 2019 e pietra angolare dell'economia circolare: si scrive "up-cycling" si legge "ri-valorizzare"

favini remake upcycling 01Se avrete la pazienza di leggerlo, e vi ci vogliono solo un paio di minuti, quello che troverete qui di seguito è un brevissimo promemoria di scelte sostenibili che chi produce dovrebbe prendere in considerazione prima di pensare, progettare, produrre e distribuire anche i prodotti più ecologici. E che chi acquista dovrebbe fare durante e dopo il proprio acquisto.

Questo piccolo decalogo le esprime e sintetizza benissimo in una parola a tutto tondo che riassume le migliori pratiche di lavoro, di management  ed uso possibili, quando si tratta di fare ed usare prodotti caparbiamente sostenibili.

Con  il suo sotteso di tecniche per dare nuova vita, valore e, dunque, senso economico a prodotti, materie e materiali che altrimenti finirebbero tra scarti e rifiuti, la parola in questione è "up-cycling", recentemente proclamata parola dell'anno 2019 dai curatori britannici del dizionario Cambridge della lingua inglese.

 

In italiano non esiste un termine equivalente ad "up-cycling": potremmo forse usare il termine "iper-riciclo", ma "ri-valorizzare" è forse la parola italiana che meglio rende il senso ultimo del creare attraverso l'up-cycling.

Perchè, se ci pensiamo bene, il senso profondo di quel "ri" piazzato davanti al termine "valorizzare", e che compare puntualmente pure in un elenco di parole che espimono precise azioni sostenibili, ci ricorda il motivo per il quale si fa (o si dovrebbe fare) economia e richiama intuitivamente nella lingua scritta e parlato il senso della ripetizione e del rinnovo continuo.
O, ancora, se preferite, che ci parla della circolarità e del cerchio che si chiude, ma anche di nuovi mercati che si aprono, come insegnano da anni casi che sono ormai diventati di scuola.

Tra i tanti potremmo citare quello direfitrangeRefit di Favini (credit: favini.com) Favini con le sue carte ricavate anche da scarti di lavorazioni industriali (le ultime sono le carte Refit e Kiwi)  o come Teanature con il suo Ri-detersivo; o, ancora, le posate ed i piatti biodegradabili Ecozema, econylproduzione mashupEconyl, filo rigenerato (courtesy: Econyl) il filo di nylon, guarda caso, ri-generato, Econyl e i maglioncini in cashmere ri-generato di Rifò....
Tutte storie raccontate in tempi non sospetti anche sulle pagine di MadeinGaia, e che si trovano, accanto a molte altre di respiro nazionale nell'Atlante dell'Economia Circolare...

Per quanto apparentemente simili a quelli di un vecchio saggio Zen, i princìpi del "ri1-", concedeteci il vezzo, non hanno però niente di mistico o metafisico.

Sono solo, e molto più prosaicamente, le semplici azioni che formano la pietra angolare di un corretto comportamento economicamente circolare (oltre che vantaggioso per le finanze aziendali, coe non mancano di sottolineare recenti studi). Che, peraltro, non richiede neppure di entrare in uno stato di meditazione profonda..;)

Le scelte sostenibili secondo il principio del Ri-valorizzare (Upcycling)

"Prima di pensare, progettare, produrre, distribuire ed usare un nuovo prodotto, occorre sempre pensare a come RI-valorizzare (Up-cycling) "

Ri-pensare: soppesare a lungo le proprie scelte prima di progettare, di produrre e di distribuire
Ri-fiutare: non approvigionarsi per quanto possibile mai di materiali che si useranno una sola volta e che poi occorrerà smaltire subito
Ri-durre: agire per ridurre tutti i consumi, sempre e comunque
Ri-usare: usa, riusa ed usa ancora tutto quello che hai già, sempre
Ri-empire: tutto quello che puoi riempire di nuovo, dalle bottiglie in acciaio e vetro al flacone dei detersivi
Ri-mettere a nuovo: tutto quello ti fanno credere sia vecchio
Ri-(pre)parare: prima di sostituire cercare sempre di vedere se esiste un modo di riparare
Ri-proporre: oggetti e modi fare che
Ri-inventare: nuovi modi di usare gli scarti di produzione 
Ri-ciclare: e se proprio non ce la fai, ad applicare i precedenti principi del Ri- allora assicurati di poter riciclare quanto più possibile

Note e fonti

1. Si tratta di principi ampiamente condivisi e condivisibili per la loro "universalità". E che segnano anche lo stato dell'arte della riflessione e della pratica operativa della sostenibilità delle scelte individuali di consumo...

https://www.unimondo.org/Guide/Economia/Consumo-critico/
https://it.wikipedia.org/wiki/Consumo_critico

http://www.vita.it/it/article/2019/07/25/cese-e-giunto-il-momento-di-coinvolgere-i-consumatori-nelleconomia-cir/152343/

https://www.blumine.it/it/ricerca/La-sostenibilita-conviene.aspx

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Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: https://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia di scelte sostenibili!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di MadeinGaia. Del sito coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce anche le proprie impressioni di prima mano sui prodotti sostenibili.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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