Prodotti sostenibili, una questione di sostenibile...leggerezza, di equità e di misura

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 Italia, autunno 2020

prodottosostenibile01 Sono ormai passati 33 anni da quando la Commissione Brundtland ha proposto la prima definizione del concetto di sostenibilitàa (ambientale): tuttavia, quello di prodotto sostenibile è un concetto ancora in cerca di una definizione condivisa.

Questo unico punto fermo si può comprendere anche solo da una sommaria (le prime tre pagine che Google restituisce cercando "sustainable product definition") e parziale (in lingua inglese) panoramica su Google di quanto dicono e scrivono sul tema il mondo accademico e della ricerca, i siti di informazione ecologica, per non dire di consulenti, divulgatori ed enti governativib

Si potrà così di prima mano cogliere che la vera questione emergente è che tra questi soggetti, ed anche all'interno dei rispettivi ambiti d'azione, non esiste ancora una comune visione, un idem sentire su cosa sia e come, dunque, si possa definire un prodotto per considerarlo sostenibile.

Troppo complessa la materia e troppe le interconnessioni tra discipline profondamente diverse, al punto che viene da pensare che questo sia un ambito di ricerca ideale per mettere in campo le tecniche che derivano dalla teoria dei sistemi e dalla teoria della complessità: un tema per specialisti e per scienziati, in definitiva.

Ciononostante, molti dati raccolti nel corso degli ultimi anni convergono nel riconoscere che l'interesse di chi vorrebbe avvicinarsi a prodotti a basso impatto ambientale e sociale cresce di anno in annoc.

Cittadini e consumatori che meritano comunque una risposta, possibilmente semplice ma, comunque, argomentata.

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Per questo, la prospettiva da cui MadeinGaia lancia in queste poche righe il suo piccolo contributo a questo dibattito su cosa si debba ragionevolmente intendere per prodotto sostenibile, trova spunto nella etimologia e in una semiotica elementare.

E' la prospettiva più naturale per MadeinGaia, proprio perchè da anni questo sito fa divulgazione sulla sostenibilità dei prodotti cercando di vederla con gli occhi di chi sta fuori dal circuito delle conoscenze della ricerca statistica ed economico e della pratica imprenditoriale.

Partiamo, quindi, dall'assunto per cui un prodotto è sostenibile nella misura in cui biosfera1 e organizzazioni umane2, nel senso socio-economico del termine, riescono a “caricarselo sulle spalle” senza collassare entro poco tempo.


Una visione del problema della definizione di prodotto sostenibile, questa, che include anche il punto di vista della finitezza delle risorse, e, come conseguenza, dei costi e dei ricavi, delle entrate e delle uscite: della questione economica, dunque3.

Perchè, per essere anche economica, la sostenibilità di un prodotto deve riuscire a garantire contemporaneamente un'equa e rapida retribuzione4 dei fattori produttivi, lavoro in primis. Che deve venire, se non prima, quantomeno di pari passo al valore per gli azionisti/per un imprenditore (serio!). 

Dal punto di vista che assumiamo qui, in effetti un prodotto che pesa poco sull'ambiente ma molto sul lavoro e sulla salute potrà anche forse essere a basso impatto ambientale, ma, certo, non è possibile considerarlo sostenibile5 

I sinonimi di prodotto sostenibile come eco, pulito, biodegradabile, riciclabile, rigenerabile, riparabile, ecologico, verde, clean, naturale, pulito, etico, solidale, equo, responsabile, redditizio, tax loyal, però..profittevole, lasciano dunque il tempo che trovano e da soli, per quanto indicativi di una direzione, non esauriscono e restituiscono in pieno il concetto di prodotto sostenibile.
Ne sono una condizione, certo, ma ancora non sufficiente.

Per quanto il mondo della ricerca e quello della consulenza non siano ancora arrivati ad una condivisa definizione di prodotto sostenibile6, un modo per iniziare ad intuire a grandi linee almeno la portata del concetto, per poi approfondire, forse c'è.

In effetti, un prodotto sostenibile potremmo figurarcelo richiamando alla memoria una realtà che sperimentiamo ogni giorno: la gravità.
Qualunque cosa significhino massa, peso e gravità, tutti sappiamo per esperienza diretta cosa significhi fisicamente sostenere il peso di un oggetto.
Non è necessario spiegarlo, un po' come si fa quando si impara ad andare in bici: si prova l'esperienza e si sa.

Per precisare ancora meglio il concetto, possiamo anche ulteriormente approfondire e farci aiutare dall'etimologia dell'aggettivo "sostenibile": che ci dice che sostenere significa “tenere sollevato un oggetto tenendolo da sotto”.

consumatorecriticoFonte: MadeinGaiaInfatti, secondo la definizione che ne dà l'Enciclopedia Treccani7:
sostenere /soste'nere/ [lat. sustĭnēre, der. di tenēre "tenere", col pref. sus-, var. di sub-] (coniug. come tenere). - ■ v. tr. 1.[tenere una cosa o una persona in una determinata posizione sopportandone il peso: le travi sostengono il soffitto; s. un peso] ≈ reggere, (non com.) rinfiancare, sorreggere, tenere.

Sostenibile si può dunque dire di qualcosa che si può tenere sollevato prendendolo da sotto: con il corollario di riuscire a sopportarne il peso, ma solo per un certo intervallo di tempo.

A questo punto, facciamo un altro passo avanti e ampliamo la nostra visione. 

Immaginiamo il nostro pianeta, adesso.
E immaginiamo i suoi abitanti, donne e uomini, impegnati a produrre e scambiare prodotti di tutti i tipi.
Milioni e milioni di prodotti e di produzioni, per centinaia di migliaia di cicli continui, giorno e notte, anno dopo anno.
Un valore, approssimativo in quanto espresso dal PIL, nell'ordine degli 70000 miliardi di dollari8

Chi pensiamo, dunque, si faccia carico della massa di aria, acqua, terra ed esseri viventi che servono a dare forma al prodotti ed ai processi di produzione?

Vogliamo azzardare una risposta: la biosfera, ovverosia Gaia, se siete dell'idea di James Lovelock9?

La risposta è esatta ma non ancora completa10.
Perchè anche le persone organizzate in istituzioni e sistemi sociali si fanno carico di sostenere prodotti e produzione.

Il punto è, allora: ambiente e società ci riescono a non far cadere tutto? E se ci riescono, per quanto tempo?

La risposta è probabilmente sì, a patto che il prodotto e la produzione tengano conto delle variabili ambiente e società durante tutto l'arco di vita del prodotto e della produzione. O, per dirla con William McDonough e Michael Braungart, dalla culla alla culla11.

Morale, come si diceva all'inizio, un prodotto è sostenibile nella misura in cui biosfera e organizzazioni umane riescono a “caricarselo sulle spalle” senza collassare in poco tempo, tenuto conto del punto di vista dei costi e dei ricavi, delle entrate e delle uscite e a ridosso della equa retribuzione dei fattori produttivi, lavoro in primis. Che va rispettato e  remunerato prima del valore per gli azionisti.

Altrimenti il prodotto, semplicemente, non è sostenibile. E' qualcos'altro di sicuro, ma ancora non lo possiamo definire sostenibile.

prodottisostenibili01 Questa concettualizzazione del prodotto come qualcosa che ha un peso ambientale, sociale ed economico,
spiega anche la fenomenologia dei tanti indicatori di sostenibilità che, guarda caso, richiamano, direttamente o indirettamente, il concetto di qualcosa che grava, che fa carico su qualcos'altro.

Il concetto ed il simbolismo di un prodotto sostenibile si prestano bene ad essere spiegati attraverso la metafora del peso (uno zaino, un'impronta); n
on a caso, in effetti, i rapporti di sostenibilità, le etichette sociali ed ambientali, o lo stesso packaging, ci parlano infatti di impronta, di impatto, di carico, di zaino12

Ed ecco perchè, da qualunque prospettiva la si guardi, la questione della sostenibilità di un prodotto è comunque, tanto per cominciare, una questione di peso.
O forse meglio, una questione di sostenibile leggerezza, di equità e di misura.

firmaok 

Un testo scritto da Paolo Falcone | Editor, MadeinGaia

 

 

Note e fonti

a) https://www.isprambiente.gov.it/files/agenda21/1987-rapporto-brundtland.pdf

b) Abbiamo da suggerire alcuni punti di vista sulla definizione di prodotto sostenibile differenziandoli per soggetti. Così, ad esempio, abbiamo opinioni motivate che provendono da:

Mondo della consulenza: https://www.terrafiniti.com/sustainable-products/

Mondo accademico e ricerca:
https://www.researchgate.net/post/How-would-you-define-sustainable-products-vs-socially-responsible-products
https://hbr.org/2019/06/research-actually-consumers-do-buy-sustainable-products
https://www.uml.edu/Research/Lowell-Center/About/Sustainable-Production-Defined.aspx
Da magazine e portali on-line: https://earth911.com/business-policy/what-makes-a-product-sustainable/ e https://www.greenbiz.com/article/what-makes-sustainable-product-0

Dal mondo della divulgazione
https://www.realsimple.com/home-organizing/green-living/what-is-a-sustainable-product

Da enti governativi
epa: https://www.epa.gov/greenerproducts/frequent-questions-about-sustainable-marketplace-and-green-products
https://www.umweltbundesamt.de/sites/default/files/medien/1410/publikationen/2019-02-19_texte_11-2019_nachhaltige-produkte.pdf

https://www.bundesregierung.de/breg-de/themen/nachhaltigkeitspolitik/nachhaltig-produzieren-und-konsumieren-181666
https://www.intracen.org/uploadedFiles/intracenorg/Content/Publications/EU%20Market%20for%20Sustainable%20Products_DE_web.pdf

https://www.nachhaltiger-warenkorb.de/siegel/

E infine, dal tentativo di una sintesi generale

wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Sustainable_products#:~:text=Sustainable%20products%20are%20those%20products,materials%20until%20the%20final%20disposal.

c) Il più recente esempio, novembre 2020: https://www.focus.it/ambiente/ecologia/consumatori-responsabili-italiani-disposti-a-pagare-di-piu-per-prodotti-green


1 Sul concetto di biosfera si può vedere, per cominciare: http://www.treccani.it/enciclopedia/biosfera/ 
http://www.treccani.it/enciclopedia/biosfera_%28Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica%29/
  | al testo
2 Per chi desidera conoscere: Giuseppe Bonazzi, Storia del pensiero organizzativo, Franco Angeli
 | al testo
3 Non male la voce in Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Economia  | al testo

4 Lo sviluppo è libertà. Perché non c'è crescita senza democrazia di Amartya Sen e sul concetto di retribuzione intrinseca ed estrinseca, Anna Grandori, Organizzazione e comportamento economico Il Mulino   | al testo

5 
Che senso ha proclamare i propri prodotti sostenibili se si continua a sottopagare il lavoro femminile o si chiude un occhio il lavoro minorile o si continua comunque ad usare sostanze tossiche? https://www.theguardian.com/business/2012/apr/07/hennes-mauritz-h-and-m   | al testo

6 Sul punto si può vedere ancora wikipedia, voce "prodotto sostenibile"; più in generale, la mancanza di convergenza verso una definizione condivisa deriva da differenti standard a livello mondiale che sono adottati per misurare la sostenibilità di un prodotto. Ad esempio, analisi LCA, indispensabiliper valutare il carbon footprint di un prodotto possono differire quanto ad ampiezza profondità, strutturazione dei dati, peer reviewing, comparabilità..etc   | al testo

7 http://www.treccani.it/vocabolario/sostenere_(Sinonimi-e-Contrari)/   | al testo

8  https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_PIL_(nominale)  | al testo

9 http://www.ibs.it/code/9788833922157/l
lovelock-james/gaia-nuove-idee-sull-ecologia.html?
gclid=CK3WiZLUp80CFRIUGwodP7AEwA&gclsrc=aw.ds  | al testo

10 http://www.iris-sostenibilita.net/iris/sostenibilita/06c-approf02-biocapacita-solo.htm  | al testo

11 Cradle to Cradle: Remaking the Way We Make Things  |al testo

12 Sala e Castellani, Atlante dell'ecoinnovazione, F. Angeli, 2010 http://www.wwf.it/il_pianeta/sostenibilita/il_wwf_per_una_cultura_della_sostenibilita/perche_e_importante2/gli_indicatori_di_sostenibilita_/
https://www.globalreporting.org/resourcelibrary/Italian-G3.1-Final.pdf
https://www.kmu.admin.ch/kmu/it/home/consigli-pratici/gestire-una-pmi/sviluppo-sostenibile/misurare-la-sostenibilita/prodotto-finito.html | al testo
http://orizzontenergia.it/testi.php?id_testi=186

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: http://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di Madeingaia e ne coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce proprie impressioni personali e soggettive sui prodotti sostenibili.

In particolare, in alcuni casi i prodotti a basso impatto sociale ed ambientale di cui scriviamo sono anche testati personalmente.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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