Alberi e piante, verso la sostenibilità e oltre

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Consumare sempre meno energia e risorse naturali per essere progettato, prodotto e usato e una volta esaurito, continuare a trasformarsi in altri cicli di creazione di valore1: quello che ci aspettiamo da un prodotto a basso impatto, le piante lo sanno benissimo e lo fanno già da sole da almeno 450 milioni di anni2 

piante02

In effetti, durante tutto il loro ciclo vitale le piante minimizzano gli sprechi di energia, cercano sempre di impiegare efficientemente aria, acqua e suolo e alla fine entrano in altri cicli naturali:
se si potesse premiarle una ad una, meriterebbero senz'altro il premio Nobel per l'economia...circolare3.
Per questo motivo, largo dunque alle piante in casa, in ufficio, in fabbrica, negli ospedali e a scuola, per riempire di verde in tutti gli spazi possibile: oltre ad assorbire anidride carbonica e a regalarci ossigeno, il loro vivere ci ricorda concretamene cosa significhi sostenibile e cosa vuol dire circolare ma ci ammonisce a non sottovalutare mai quello che non conosciamo o che crediamo di conoscere.
Come si può leggere in questo testo che MadeinGaia ha tradotto dal sito della BBC, dal punto di visto cognitivo di piante ed alberi sappiamo ancora ben poco4.

Stiamo sottovalutando il potere delle piante e degli alberi?

Mentre negli animali le uniche cellule che producono segnali elettrici sono concentrate nel cervello, la pianta è una sorta di cervello distribuito nel quale quasi ogni cellula è in grado di produrre segnali elettrici.
Stefano Mancuso LINV - International Laboratory of Plant Neurobiology
www.linv.org/ Università di Firenze.

"Nel sottosuolo il "wood wide web" collega ogni albero ad ogni altro albero. Attraverso questi percorsi gli alberi comunicano tra di loro e poi si comportano di conseguenza..
Suzanne Simard, Forest Ecology, Department of Forest and Conservation Sciences, University of British Columbia.

“Il robot Plantoid ha un tronco come una vera pianta, con rami e foglie, e diverse radici artificiali che sono in grado di crescere attraverso ulteriore materiale utilizzato nelle stampanti 3D. La radice artificiale può muoversi in spazi angusti. Può autonomamente cercare ossigeno o acqua o la presenza della vita....”
Barbara Mazzolai, Istituto Italiano di Tecnologia, Progetto Plantoid http://www.plantoidproject.eu

"Abbiamo completamente sottovalutato le piante. Guardiamo a loro come oggetti inanimati, ma siamo completamente all'oscuro della sorprendente complessa biologia che permette alle piante di sopravvivere..."
Daniel Chamovitz Life Sciences, Tel Aviv University, Israele, da The Inquiry, BBC Radio World Service, 20 novembre 2015

Oggi la ricerca scientifica suggerisce che le piante potrebbero essere capaci di fare più di quanto noi sospettiamo.
Alcuni scienziati – non senza incontrare resistenze - descrivono le piante come "intelligenti". 
In particolare, questi studiosi sostengono che una migliore comprensione delle capacità delle piante potrebbe aiutare a risolvere alcuni dei problemi più spinosi del mondo contemporaneo.

Su cosa le piante e gli alberi possono insegnarci, giovedì 20 novembre 2015 ne hanno parlato a BBC Radio quattro esperti in materia, due dei quali sono italiani.

Quello che segue è un'estrapolazione di quanto gli studiosi hanno raccontato nel corso del programma The Inquiry di BBC World Service, scaricabile anche via podcast http://www.bbc.co.uk/programmes/p029399x/episodes/downloads

L'intelligenza delle piante è reale

Stefano Mancuso, LINV, Italia:

piante03La solitudine dei numeri primiIl professor Stefano Mancuso dirige il LINV - International Laboratory of Plant Neurobiology www.linv.org/ all'Università di Firenze.

"Siamo convinti che le piante siano creature cognitive e intelligenti, così utilizziamo le tecniche ed i metodi normalmente utilizzati per studiare gli animali che manifestano capacità cognitive. Il problema principale con le piante è che si muovono molto più lentamente degli animali, così dobbiamo registrare il loro movimento per molti giorni consecutivi.

Un esempio? Piante di fagioli che competono per le stesse risorse

"Abbiamo fatto un esperimento con due piante di fagioli rampicanti. Se si mette un palo come unico supporto tra di loro, le due piante si trovano a competere per raggiungerlo.

Ciò che è interessante è il comportamento della pianta “perdente”: quando ha rilevato che l'altra pianta aveva raggiunto il palo, la pianta che ha perso la competizione ha iniziato subito iniziato a cercare un'alternativa Questo è sorprendente e dimostra che le piante sono consapevoli del loro ambiente fisico e del comportamento delle altre piante. Negli animali questo comportamento è un indicatore di coscienza.

Non abbiamo una chiara idea di come le piante siano in grado di percepire il comportamento di altre piante. Quello che osserviamo è che le piante sono molto più sensibili degli animali.

Ogni apice radicolare è in grado di rilevare 20 diversi parametri fisici e chimici – luce, gravità, campo magnetico, agenti patogeni e così via.

Le piante distribuiscono lungo tutto il corpo le funzioni che negli animali sono concentrate in singoli organi.

Mentre negli animali le uniche cellule che producono segnali elettrici sono concentrate nel cervello, la pianta è una sorta di cervello distribuito nel quale quasi ogni cellula è in grado di produrre segnali elettrici.

In questo senso, (continuare a) a sottovalutare il potere cognitivo delle piante può essere in effetti molto pericoloso, perché la nostra vita dipende dalle piante e le nostre azioni stanno distruggendo i loro ambienti."

Il wood wide web che collega le azioni degli alberi

Suzanne Simard, University of British Columbia:

piante04The wood wide webSuzanne Simard è professore di Ecologia Forestale nel Dipartimento di Scienze Forestali e Conservazione presso la University of British Columbia.

Ogni albero è collegato ad ogni altro albero sottoterra attraverso il"wood wide web "
Attraverso questi percorsi gli alberi comunicano tra di loro e poi si comportano in un determinato modo..

Nelle nostre (in Canada n.d.t) secolari foreste di abeti di Douglas, abbiamo alberi che hanno 300 anni e raggiungono i sei piedi di diametro. Queste piante, in particolare, sono i nodi della rete, perché sono alberi così imponenti che hanno radici che crescono in tutte le direzioni.”

Gli esperimenti hanno mostrato che gli abeti di Douglas sanno anche identificare gli alberi cresciuti dai loro semi

Funghi e alberi formano una sorta di associazione dove l'albero rifornisce il fungo attraverso la propria fotosintesi, qualcosa che il fungo non può ovviamente fare sotto terra.

In alcuni esperimenti, abbiamo fatto crescere abeti di Douglas creando una sorta di vicinato con altre specie di pini non autoctone e abbiamo scoperto che gli abeti possono riconoscere la loro discendenza.

Abbiamo ferito un abete di Douglas privandolo degli aghi, e attaccandolo poi con un verme che alloggia di preferenza nel bocciolo di rosa. Come risposta, l'abete attaccato ha inviato un grande quantità di carbonio attraverso la sua rete (sotterranea) agli alberi vicini .

La mia interpretazione è stata che l'abete di Douglas sapeva che stava morendo e voleva passare la sua eredità di carbonio al suo vicino, un comportamento che andrebbe a tutto vantaggio della popolazioni di funghi associati alla comunità degli abeti di Douglas

Ci sono tanti modi in cui usare questa conoscenza. Abbiamo trattato le piante come oggetti inanimati che sono lì per il nostro uso e piacere.

Ma noi non li abbiamo trattati con rispetto che dobbiamo agli esseri senzienti. Se riusciremo a cambiare radicalmente il nostro pensiero e di conseguenza a cambiare il nostro comportamento, questo approccio sarà poi senza dubbio utile per le piante e le nostre foreste." 

I robot che si ispirano alle piante

pianteplantoid05Plantoid 05Barbara Mazzolai, Istituto Italiano di Tecnologia, Progetto Plantoid http://www.plantoidproject.eu :

La dottoressa Barbara Mazzolai, che è il coordinatore del Centro per la Micro-BioRobotics presso l'Istituto Italiano di Tecnologia, ha costruito Plantoid. http://www.plantoidproject.eu

Molti robot si ispirano agli animali, ma la gente in generale non pensa alle piante come modello, perché di solito sono considerati organismi abbastanza passivi - non in grado di muoversi o comunicare”.

“Quando ho iniziato, la gente mi guardava in modo strano. Ma poi ho mostrato alle persone i movimenti nelle piante, che derivano dalla loro capacità di percepire le condizione mutevoli dell'ambiente. E quando ho dimostrato che è possibile trasformare queste caratteristiche in qualcosa che può muoversi artificialmente, la storia è cambiata completamente.

Il robot Plantoid ha un tronco come una vera pianta, con rami e foglie, e diverse radici artificiali che sono in grado di crescere attraverso ulteriore materiale utilizzato nelle stampanti 3D. 

Plantoid, il robot che imita come funzionano le piante

La radice artificiale può muoversi in spazi angusti. Può autonomamente cercare ossigeno o acqua o la presenza della vita.

Così potremmo utilizzare il robot per il monitoraggio ambientale, applicazioni spaziali o ripristino sotto detriti perché può adattarsi all'ambiente come un sistema naturale. Il robot non ha una struttura predefinita, ma è in grado di crearle sulla base della necessità.

Anche la robotica medica potrebbe essere un'applicazione chiave. Potremmo sviluppare nuovi endoscopi che sono morbidi e in grado di crescere e di vivere all'interno di tessuti umani vivi senza però danneggiarli.

Le piante sono sottovalutate. Si muovono sotto il suolo ed è difficile capire il comportamento di questi sistemi. Ma hanno caratteristiche che possono davvero aiutare a comprendere la natura."

Forse non ancora 'intelligente', ma comunque molto utile

Daniel Chamovitz Life Sciences, Tel Aviv University, Israele

"Chi sostiene che sta studiando la presunta " intelligenza " delle piante o sta cercando di essere molto provocatorio o si muove al limite della pseudoscienza.

Potremmo vedere nella trappola per insetti della Dionaea muscipula la sua capacità di chiudere le foglie a libro. Potrei quindi definire questo comportamento come" intelligenza ", ma questo non aiuta affatto a capire la biologia vegetale. Dobbiamo essere molto chiari sulla terminologia.

È 'intelligente' la trappola per mosche della Dionaea muscipula?

“Non possiamo parlare di piante che pensano. Possiamo parlare di piante che sono consapevoli del loro ambiente, perché una pianta è sempre perfettamente adattata al suo ambiente.

Ci sono informazioni che vengono scambiate tra radici e foglie e fiori e impollinatori e ambiente per tutto il tempo.

La pianta sta prendendo delle " Decisioni " del tipo - Dovrei cambiare 10 gradi a sinistra o cinque gradi verso destra? È già ora di fiorire? C'è abbastanza acqua?

Se si fa crescere una pianta con una luce rossa alla sua destra e una luce blu sulla sua sinistra, la pianta " decide "di piegarsi verso la luce blu.

La domanda, allora, è: la pianta è consapevole della decisione che sta prendendo? Tutta questa informazione viene integrata in assenza di un cervello e questo è il meccanismo più incredibilmente sconosciuto ed affascinante.

In effetti, dobbiamo capire che il cervello non è che una delle soluzioni sorprendenti che l'evoluzione ha creato per elaborare informazioni.
Il cervello è indispensabile per scrivere una sinfonia e fare algebra lineare, ma non è l'unica soluzione in natura per integrare informazioni.

Stiamo vivendo in un ambiente in rapida evoluzione - riscaldamento globale, i cambiamenti nelle precipitazioni, migrazioni di popolazioni in massa: se non capiamo come una pianta percepisce e risponde al suo ambiente e quindi si adatta, potremmo ritrovarci in un grosso problema in un arco di tempo da 50 a 100 anni.


Libri, note e fonti

“Verde Brillante” Stefano Mancuso, Alessandra Viola – 2015, Giunti
“Plant Revolution” Stefano Mancuso – 2017, Giunti
“La vita segreta degli alberi” Peter Wohlleben – 2016, Macro Edizioni
“Alberi sapienti antiche foreste” Daniele Zovi – 2018, Utet
https://www.ecoalleco.it/content/chi-siamo

1 Cradle to cradle: remaking the way we make things W. McDonough e M. Braungart, 2002 | Torna al testo

2 http://www.lescienze.it/news/2012/02/01/news/piante_clima_glaciazioni_estinzioni_di_massa_fiumi_alveo-827009/ e https://library.weschool.com/lezione/piante-si-evolvono-sulla-terra-botanica-fotosintesi-riproduzione-5381.html   | Torna al testo

3 https://it.wikipedia.org/wiki/Economia_circolare  | Torna al testo

4 http://www.bbc.com/news/science-environment-34849374 e https://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2017/11/13/27/cosi-si-parlano-le-piante_U4339010041900611HB.shtml   | Torna al testo

5 https://www.plantoidproject.euhttp://www.nationalgeographic.it/scienza/2017/05/18/news/piante_robot_plantoidi_iit_pontedera-3533075/   | Torna al testo

e-mail & MadeinGaia
Author: Paolo Falcone | EditorWebsite: https://madeingaia.it/it/madeingaia/in-contattoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie per aver seguito il filo delle parole e delle immagini di MadeinGaia fino alla fine di questa storia di scelte sostenibili!

MadeinGaia.it è nata da un’idea di Paolo Falcone.

Analista dell'organizzazione del lavoro e marketing operation manager, Paolo è editor di MadeinGaia. Del sito coordina i contenuti, cura la raccolta e la classificazione delle fonti, le interviste e, quando possibile, fornisce anche le proprie impressioni di prima mano sui prodotti sostenibili.

Le immagini sul sito sono in parte acquistate da siti specializzati e in parte realizzate da MadeinGaia.


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