io abito

gava01itlas01Per fare un tavolo ci vuole il legno

per fare il legno ci vuole l’albero

per fare l’albero ci vuole il seme

per fare il seme ci vuole il frutto

per fare il frutto ci vuole il fiore

ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fio-o-re
.”

Ci vuole un fiore

Testo di Gianni Rodari - Musica di Sergio Endrigo e Bacalov - Edizioni BMG Ricordi S.p.A.

Fiori, frutti, alberi: nessuna materia naturale come il legno riesce a rendere meglio il legame profondo che lega un manufatto al cuore della terra.

Una relazione che la musica e la poesia rendono vividamente, ma che molti prodotti, anche in legno che si danno una bella passata di vernice verde per passare per ecologici, o, più sontuosamente, sostenibili, non possono neppure lontanamente richiamare. Già, perchè la sostenibilità, purtroppo per i greenwasher di tutto il Pianeta, non cresce sugli alberi.

Anzi, è proprio il destino di alberi, frutti e fiori a dipendere da quanto sono oggi sostenibili le nostre azioni per il futuro della stessa vita sul Pianeta.

Ciononostante storie di scelte sostenibili che vanno oltre il patetico e pericoloso greenwashing di prodotti e di comportamenti aziendali se ne possono ancora segnalare, specialmente quando i casi di prodotti sulla strada della sostenibilità sono rintracciabili in quel tessuto di piccole imprese made in Italy, dove lavoro ed impresa sembrano ancora riuscire a darsi una mano.

E' il caso di Itlas, che in Veneto produce Assi del Cansiglio (http://www.itlas.com/ita/pavimenti/assi-del-cansiglio), un pavimento a filiera cortissima che è tutto un esempio di sostenibilità percepibile e misurabile (http://www.itlas.com/ita/), e di Gava, anch'essa veneta, che si è inventata Ecoarredo, un'intera linea di arredo sostenibile (http://www.ecoarredare.it/it/qualita-dei-prodotti.html) fatta a partire dal legno con il quale già realizza i suoi apprezzati Ecopallet, (http://www.ecopallet.it/ita/index.asp).

Per questo motivo rendere ad alta sostenibilità adesso un manufatto come un pavimento in legno o un tavolo è questione, se non altro, di lungimiranza anche dal punto di vista economico.

 

 

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rompigetto

Italia, autunno/inverno 2021/22

Rompigetto, frangigetto, riduttore di flusso, aeratore per rubinetti: ecco un bell'esempio di solida confusione terminologica per descrivere uno dei più semplici meccanismi in grado di ridurre effettivamente e con pochi euro lo spreco di acqua in casa.

Meglio capirci un pò di più.
E, dunque, tanto per cominciare, facciamo chiarezza sull'"a che cosa serve"1 e sul "come funziona"2.

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hansgrohe

Italia, autunno/inverno 2021 -2022

Esiste dagli anni '60, se già non lo sapevate1

Si chiama miscelatore termostatico, ed è quell'aggeggio che vi permette di impostare la temperatura dell'acqua con precisione così non vi arrostite o vi congelate e che, doccia dopo doccia, quando è abbinato anche ad un riduttore di flusso vi fa risparmiare ancora più gas ed acqua.

Oggi in Italia, all'interno di un distretto industriale noto anche a livello mondiale2, aziende come Huber, Gessi, Thermomat e Nobili, tra le altre, ne producono esemplari non solo di altissima qualità3 ma anche capaci di unire benissimo stile, design e...sostenibilità.
Già, perchè anche il miscelatore termostatico che potreste scegliere per la vostra cucina o per il vostro vostro bagno si sta comunque muovendo verso una sostenibilità gradualmente più matura.

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Italia | Primavera, 2022

esso metti un tigre nel motorepannello e termoTra le molte idee-immagine che gli anni '60 e '70 hanno regalato al nostro immaginario collettivo, ritorna alla mente anche quella di una simpatica tigre palestrata,

Disegnata dai pubblicitari per conto della Esso, sotto lo slogan “Metti un tigre nel motore” ha per diversi anni troneggiato negli stand, e come action-figure (pure io ne avevo una!), nelle stazioni di servizio della compagnia petrolifera nordamericana.

L'idea, da persuasori alquanto poco occulti, per la verità, era che l'immagine di forza e di potenza che una tigre vera ci trasmette, finisse per suggestionare i consumatori e li inducesse ad acquistare sempre più benzina.

Così, con qualche migliaio di lire della suddetta gasolina, l’ineffabile felino sarebbe entrato nel serbatoio della vostra Fiat o Ford, trasformando delle paciose vetture familiari in belve pronte a scattare ad ogni semaforo :) della jungla urbana.

Negli anni ‘20 del ventunesimo secolo, quello slogan è da recuperare, ma non nel senso che intendevano gli spensierati pubblicitari degli anni '60 & '70,

Primo, perché oggi l’obiettivo è quello di far ruggire di potenza non un motore, ma, più prosaicamente, un termosifone.
E, secondo, perché bisogna farlo per acquistare sempre meno gas possibile. O, meglio ancora, alla (non troppo) lunga, per eliminarlo proprio dalla dieta.

Del resto, se realmente vogliamo prima ridurre e, poi, chiudere una volta per tutte la nostra funesta dipendenza dai combustibili fossili, innanzitutto dobbiamo evitare ogni spreco di energia: e per contenere lo spreco che aumenta le emissioni di gas serra dannose per il clima e che manda alle stelle le spese per la bolletta, contano anche piccole e apparentemente insignificanti azioni (1).

Così, per esempio, aiuta di certo anche semplicemente interporre un pannello termoriflettente (2) tra termosifone / radiatore e pareti esterne della propria casa, singola o appartamento, fa lo stesso.   

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